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Tragedia di Mazzalasino, Anacleto era l'ultimo rappresentante di una famiglia centenaria di ristoratori

La famiglia da generazioni è attiva nella ristorazione. Il padre di “Nick” morì in un incidente di caccia in Scozia. Nel 2018 morirono la mamma Vanna e la zia Sandra

SCANDIANO. Il ristorante di Mazzalasino è un’istituzione non solo per il territorio scandianese, ma per una buona fetta della provincia reggiana, uno dei principali riferimenti per gli appassionati di cucina tradizionale, di selvaggina e di peculiarità come la carne d’asino.

Il locale sorge lungo la fondovalle Tresinaro che dopo Iano risale verso Rondinara e la montagna, nella piccola omonima frazione. L’attuale gestione è attiva dal 1957, erede della precedente osteria aperta quasi un secolo fa dalla famiglia Rossi, di cui Anacleto detto “Nick” e la sorella Veronica rappresentano l’ultima generazione. Gli ultimi anni non sono stati facili per i titolari, segnati da diversi lutti, in particolare quelli delle sorelle Vanna e Alessandra “Sandra” Frascari, scomparse fra il maggio e l’agosto 2018, entrambe uccise da lunghe malattie che le avevano debilitate senza mai impedire loro di dare una mano in cucina.

Vanna Frascari, morta a 70 anni, era la mamma di Anacleto e Veronica. Vanna aveva iniziato giovanissima a lavorare nel ristorante, conoscendo Gilmo Rossi, il figlio dei due fondatori. Dopo il matrimonio, i due hanno rilevato l’attività coinvolgendo le intere famiglie, compresa Sandra, la sorella minore di Vanna, abile cuoca specializzata in particolare nella preparazione dei tortelli e di altri tipi di pasta fresca.

I Rossi non hanno mai abbandonato Mazzalasino, e quando si è trattato di costruirsi una nuova abitazione hanno scelto di spostarsi solo di alcune decine di metri, edificando una bella villa sopra al ristorante, con un enorme giardino lungo la costa che risale verso il monte. Proprio l’edificio teatro delle violenze di ieri. Un’altra tappa cupa per una vicenda famigliare in cui le tragedie purtroppo sono sempre state presenti.

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Gilmo è morto parecchi anni fa in circostanze sfortunate, durante un incidente in Scozia, impegnato in una delle trasferte per motivi venatori che da sempre amava concedersi nei momenti di riposo. Da quel momento, Vanna e Sandra hanno preso pienamente in mano il locale, aiutate dai figli della sorella maggiore, Anacleto e Veronica, che con l’avanzare delle malattie delle sorelle si sono trovati a un salto generazionale brusco e doloroso.

Tanti passaggi, pur interni, segnati dalla continuità della tradizione gastronomica a cui Mazzalasino è sempre rimasto fedele, quella della cucina emiliana contadina, con le paste, i tortelli, i cappelletti, gli stracotti e – da buon ristorante di campagna – l’attenzione alla selvaggina della collina e della montagna. Gli ultimi due anni, come per buona parte del settore culinario, sono stati particolarmente pesanti, con le chiusure forzate e le difficoltà nelle riaperture.