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Tragedia di Mazzalasino, il dolore del borgo: "Siamo sconvolti"

Sotto shock l’intera comunità della piccola frazione. E qualcuno parla di «recenti problemi sorti fra i due»

SCANDIANO. Un pellegrinaggio di volti affranti, occhi lucidi e bocche che nella maggior parte dei casi non trovano le parole. Quasi sempre sono anziani, con visi coperti di rughe cresciute fra le stradine di Mazzalasino e abbronzate dal sole della piccola frazione di poco meno di trecento anime.

La notizia della tragedia di ieri pomeriggio, dell’accoltellamento e della morte di Anacleto Rossi ha fatto il giro del paese in pochissimi minuti, rimbalzata da un telefono all’altro e amplificata da un dialetto reggiano che, lì, parlano ancora tutti.

Famiglie che abitano in quell’arroccamento di case, incastrate fra Iano e Rondinara, da generazioni. E che da generazioni si conoscono come se fossero tutti parenti. «Cosa è successo? – chiede chi si avvicenda nel pellegrinaggio sotto la villetta della tragedia – Davvero è morto Anacleto?». La risposta spesso si sa già, ma la notizia è così sconvolgente che ha bisogno di una seconda riconferma. E poi di una terza, in un passa parola che si trasmette di bocca in bocca.

La famiglia del 43enne è forse la più conosciuta a Mazzalasino e fra le più popolari, a livello di ristorazione, di tutta la provincia. E il gesto folle di Anacleto è per tantissimi una vera sorpresa, una doccia fredda.
«È una notizia che ci sconvolge – racconta uno dei vicini di casa –. Io sono nato in questo borgo 76 anni fa e conosco benissimo la storia di questa famiglia. Hanno sempre avuto il ristorante, ci venivo spesso, non capisco come sia potuta accadere una cosa simile».

Di segnali che lasciassero presagire lo scoppio di una violenza simile, a sentire i residenti e i frequentatori del locale, in effetti sembra non ve ne fossero stati molti: «Anacleto lo conosco, anzi lo conoscevo, benissimo – racconta un altro anziano – e per quello che posso dire mi è sempre sembrato una brava persona. Al ristorante, finché era viva la mia generazione diciamo, ci andavo spesso. Anche la mattina a prendere il caffè. Pensi che ci ho fatto anche la cena per i 50 anni del mio matrimonio. Dall’esterno non ho mai notato cose strane, ma spesso sono dinamiche che restano nascoste in ambito familiare».

Qualcun altro spiega poi di aver intravisto dei segnali di tensione fra la coppia, ma non vuole «scendere nei particolari». Frenato dal pudore di chi, anche davanti a una tragedia, non vuole violare una spazio privato.
Altri invece si sbilanciano di più, raccontando di una crescente litigiosità tra i due e di «grida» che ultimamente uscivano con più frequenza da quella villetta. Una crisi che, almeno secondo le prime ipotesi formulate dagli inquirenti, sembrerebbe esser dovuta a motivi economici, apparentemente non legati all’andamento del ristorante.