Ecco le infermiere i 22 anziani ospiti della casa protetta restano a Poviglio

L’incontro del primo luglio scorso nel cortile della casa protetta Le Radici di Poviglio

Poviglio, soddisfatta la sindaca Ferraroni, che ha guidato la rivolta: «Un risultato che dimostra quanto conti essere comunità»

POVIGLIO. «Non pensavo ci saremmo arrivati. Ho appena ricevuto questo messaggio da un familiare “Cristina siete spettacolari! Ci hanno appena chiamato dalla Cra: rimangono a Poviglio! Grazie grazie grazie!!”. Ringrazio io tutte le persone, la rete, ma soprattutto le due infermiere in pensione che hanno dato la loro disponibilità e il loro tempo. Adesso ci occorre un appartamento arredato in zona Poviglio per la seconda infermiera, reperita ieri mattina: riusciremo anche in questo. E dopo avremo finito. Sto per piangere, posso farlo? Questo significa veramente essere comunità. Grazie di cuore».

La raccolta firme sotto il porticato del municipio


Con questo accorato post sul proprio profilo Facebook, la sindaca di Poviglio Cristina Ferraroni ha comunicato ai cittadini la chiusura di una vicenda che per diversi giorni ha tenuto il paese con il fiato sospeso.Una battaglia, quella condotta in prima persona dalla prima cittadina, giocata su più tavoli con grande determinazione – non senza fatica – e che alla fine ha portato al risultato sperato. Dopo numerosi incontri, una partecipatissima raccolta firme e un impegno a 360 gradi, il trasferimento degli anziani della casa protetta e del centro diurno “Le Radici” in altre strutture della Bassa reggiana è stato dunque scongiurato.

La sindaca di Poviglio, Cristina Ferraroni, durante l’assemblea


Merito anche e soprattutto del “passaparola” che nelle ultime ore ha permesso di trovare anche la seconda infermiera che andrà a prestare servizio nella struttura povigliese: si tratta di una donna con alle spalle 40 anni di lavoro, che si era trasferita all’estero ed è rientrata in Italia a trovare la figlia.«Ho già avvisato il direttore dell’Asp, Vincenzo Ferro – commenta con soddisfazione la sindaca povigliese – della disponibilità di questa signora, che ha chiesto di poter vivere in paese fino a settembre. Tra l’altro, in passato era stata collega dell’altra infermiera che a sua volta aveva dato disponibilità e che è riuscita a trovare una baby sitter per i nipoti ai quali era chiamata a badare. Da lunedì saranno entrambe operative, e se troveremo ulteriori figure ben venga».

Nel giro di poche ore, si è avviata anche la “macchina” per reperire un alloggio a questa seconda operatrice.
In prima battuta, era stato individuato un appartamento nella vicina Meletole di un parente di una delle ospiti – in via del tutto gratuita –, poi con il passare dei minuti si sono presentate anche altre soluzioni in centro storico, probabilmente più comode e funzionali, in quanto vicine alla struttura (sistemazioni che, dunque, consentirebbero all’infermiera di spostarsi a piedi e non in auto). Ora si tratterà soltanto di capire quale possa essere la soluzione (anche economicamente) più idonea ma sono dettagli, questi, che verranno sistemati nel giro di poco. Ciò che conta è che i nonni di Poviglio continueranno a rimanere nella loro casa protetta.