Don Pellati rinuncia all’incarico di parroco

La decisione per motivi di salute. Al suo posto il vescovo nomina don Fantini, che già si occupa delle altre 2 unità pastorali

CORREGGIO. Don Sergio Pellati ha lasciato l’unità pastorale Beate Vergine delle Grazie. Il sacerdote ha dato la rinuncia per motivi di salute, e la notizia è stata ufficializzata ai parrocchiani durante la messa di domenica. Nuovo amministratore parrocchiale è ora don Carlo Fantini, la cui nomina era già stata comunicata dalla Cancelleria vescovile il primo luglio scorso.

La decisione di don Pellati era nell’aria da un po’ ma, inutile dirlo, la notizia ha lasciato tutti molto dispiaciuti per don Sergio, e anche un po’ preoccupati per l’impegno gravoso che toccherà a don Fantini.


All’unità pastorale 19, oltre a don Fantini, già parroco moderatore delle altre due Unità pastorali correggesi, penseranno ora il vicario pastorale don Alberto Debbi – che aveva lasciato per un periodo il ruolo di sacerdote a Correggio per tornare in corsia a Sassuolo, essendo pneumologo – e i collaboratori pastorali don Walter Rinaldi, monsignor Giancarlo Gozzi e don Franco Gallingani.

La rinuncia formale di don Pellati risale al 14 giugno scorso. In seguito alla rinuncia, il vescovo di Reggio Emilia e Guastalla, Massimo Camisasca, ha proceduto alla nuova nomina pro tempore di don Fantini, il cui impegno ora crescerà notevolmente.

Dal 2017 Fantini era stato chiamato a guidare da solo le due unità pastorali Correggio Nord e Correggio Ovest, che contano rispettivamente 4mila e 3.300 abitanti, per un totale 7.300. Già allora un impegno importante.

Ora per il sacerdote, alle sei parrocchie delle quali già si occupava, si aggiungono le cinque dell’unità pastorale finora condotta da don Pellati: quelle dei “Santi Quirino e Michele arcangelo”, della “Beata vergine Maria del Rosario – Madonna di Fatima”, di “San Prospero vescovo”, di “San Biagio vescovo” e di “San Donnino martire” a Fazzano.

La sua nomina dunque appare provvisoria. La speranza è che don Pellati possa risolvere i problemi di salute e rientrare. In caso contrario il vescovo Camisasca dovrà nominare un altro sacerdote, tra quelli disponibile e in un periodo in cui da tempo le vocazioni non sono certo numerose. La stessa riunificazione delle due unità pastorali correggesi sotto un unico sacerdote avvenuta nel 2017 scaturiva anche da questa difficoltà. L’unica a rimanere immutata, dopo i nuovi incarichi di allora, era stata proprio l’unità pastorale del centro con i suoi 11mila residenti che poterono continuare a fare riferimento al responsabile don Pellati, coadiuvato allora da monsignor Gozzi e don Gallingani. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA