Grimilde, dai testi voluti dall’accusa i retroscena mafiosi

Con l’ennesima udienza, proseguono questa mattina in Assise – nel processo Grimilde – le testimonianze volute dalla pm Beatrice Ronchi con l’obiettivo di inquadrare gli affari illeciti della cosca ’ndranghetista Grande Aracri, con epicentro a Brescello.

Sinora si è molto insistito, in aula, sulla figura di Francesco Grande Aracri, delineandone, con l’escussione di testimoni, lo spessore criminale. Del fratello 67enne del boss di Cutro, Nicolino, è stato documentato dall’accusa il «basso profilo» per non attirare l’attenzione degli inquirenti che lo controllavano, il rapporto ininterrotto nel tempo con i parenti in odore di mafia che nel 2013 aveva dichiarato di non vedere da anni e un ruolo di primo piano negli affari del clan, spesso “delegato” ai figli Salvatore (condannato nel rito abbreviato) e Paolo.