Torna a volare l’aquila reale abbattuta in Appennino dai colpi di fucile/VIDEO

L’esemplare era stato ferito a un’ala ai primi di giugno. Curata al Rifugio Matildico, ieri è stata liberata in Appennino

VIANO. Una lunga scarpinata in cima all’Appennino, con l’animale chiuso dentro una larga gabbia di legno. La porta che si apre, qualche istante di esitazione e poi è questione di una frazione di secondo: l’aquila reale, in tutta la sua maestosità, esce di scatto, dispiega le ali e si allontana velocissima verso il verde della montagna.

Il momento della liberazione dell'aquila reale ferita a colpi di fucile



Si è conclusa ieri mattina con un lieto fine, grazie agli sforzi di tanti volontari, la storia del giovane esemplare a rischio estinzione abbattuto ai primi di giugno, dai colpi di fucile di uno sciagurato irresponsabile. Un reato, quello del tentato bracconaggio, su cui ora stanno indagando i carabinieri forestali reggiani. L’aquila era stata trovata in terra, ferita e incapace di volare, nella zona di San Giovanni di Querciola. Dentro l’ala, sanguinante, ancora diversi pallini.

Immediatamente era stato allertato il Rifugio Matildico di Caverzana di San Polo, e il responsabile, Ivano Chiapponi, aveva provveduto al recupero dell’animale portandolo al centro per la cura degli animali selvatici, di cui è il fondatore.



Il fucile fortunatamente non aveva provocato ferite letali, e lo stesso veterinario si era dimostrato ottimista circa la possibilità di guarigione, ma forse nessuno si aspettava una tempra così forte. Il giovane volatile si è ripreso completamente nel giro di meno di un mese. Ieri, al momento della liberazione in Appennino, erano presenti tanti volontari, fra cui lo stesso Capponi, e l’assessore regionale all’Agricoltura, il reggiano Alessio Mammi.

«Oggi è una bella giornata – ha commentato – perché abbiamo restituito la libertà a un’aquila reale che qualche settimana fa era stata ferita da una pallottola. È stata curata dai volontari e dalle volontarie del Rifugio Matildico, uno dei centri che si occupano di aiutare gli animali feriti e di restituire la libertà. Come Regione Emilia-Romagna abbiamo una convenzione che li supporta, li aiuta e li sostiene in questa importante azione a tutela della biodiversità. Li ringrazio per l’amore e la professionalità che hanno dimostrato».