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Anziani trasferiti dalla cra di Poviglio: «I nostri cari trattati come giocattoli»

L'assemblea tra Asp e i famigliari degli ospiti della cra di Poviglio

Assemblea animata nel pomeriggio di giovedì primo lulgio, tra Asp e parenti degli ospiti: «Temiamo che sia una soluzione definitiva». «No, è solo per l’estate»

POVIGLIO. Animata assemblea, ieri pomeriggio nel giardino della casa protetta “Le Radici” di via Vittorio Emanuele, gestita da Asp Progetto Persona. Tre ore di discussione tra Aspro Mondadori, Elisa Terzi e Vincenzo Ferro, rispettivamente presidente, vicepresidente e direttore di Asp e i familiari degli ospiti che dal 5 luglio al 30 settembre saranno spostati in altre strutture: 14 nella nuova ala della rsa di Brescello e 8 nelle rsa di Gualtieri e Luzzara. Nel corso dell’assemblea sono stati pure comunicati i nomi degli ospiti che andranno in una struttura piuttosto che nelle altre due.

Alcuni familiari sono convinti che si tratta di uno spostamento definitivo: il prologo alla chiusura totale della casa protetta “Le Radici”. «Non ci credo che venga chiusa per tre mesi – dice Gianfranco Ligabue – Questa struttura deve restare aperta». Gli fa eco il fratello Gabriele: «Abbiamo fatto tanto per portare nostra madre qui che tra l'altro non era molto d'accordo ma poi si è adattata benissimo anche grazie al personale». Anche Maria Teresa Dallaglio non ha una grande fiducia che a settembre gli ospiti possano tornare a Poviglio: «Ci sono già passata per lavoro un paio di volte in queste situazioni. I nostri anziani sono trattati come giocattoli». E Marisa Zanichelli ha aggiunto: «Che ci rilascino uno scritto. Che mettano nero su bianco che i nostri familiari a settembre tornano a Poviglio».


Lucia Giuffredi, vicepresidente Avo Poviglio-Castelnovo Sotto è preoccupata: «Trovo che questi anziani vengano sradicati dalle loro abitudini. Vanno in un altro ambiente per poi ricominciare tutto daccapo per potersi riadattare». Aspo Mondadori, presidente Asp, ha cercato di gettare acqua sul fuoco: «Vogliamo darvi una visione di quello che è il nostro progetto in modo di non travisare i fatti. Non ci sarà alcuna chiusura della struttura. Il motivo di questo temporaneo trasferimento è legato al fatto che il nostro personale, da 16 mesi, ha lavorato ininterrottamente a causa della pandemia. Lo scorso anno non è stato possibile concedere ferie ma quest’anno, per questo personale, è un sacrosanto diritto. Per poter dare la migliore assistenza ai vostri familiari e in tutta sicurezza abbiamo dovuto fare delle scelte. Prima di arrivare a questo progetto abbiamo fatto diverse assemblee. Abbiamo fatto un concorso per assumere nuove figure ma hanno risposto solo in due, i quali hanno accettato, salvo dopo dimettersi per lavorare nelle Ausl dove gli stipendi sono più alti».

Intanto gli animi hanno cominciato ad accendersi e c’è chi ha criticato il fatto che Asp ha comunicato tardi le proprie intenzioni e che non è stato fatto un programma per calendarizzare le ferie del personale. A questo punto è intervenuto Renzo Bergamini, presidente dell’assemblea dei soci: «Il cda di Asp aspettava un mandato dall’assemblea dei soci che è arrivato solo lunedì 28 scorso. Il problema delle ferie non riguarda solo Poviglio ma anche altri Comuni. La copertura dei servizi è al limite. La struttura che aveva meno ospiti era Poviglio. Quelli degli altri Comuni non sapevamo dove trasferirli. In altri Comuni hanno ridotto i letti».

C’è stato poi l’intervento di Sergio Cecchella, assessore al welfare del Comune di Poviglio: «Avevamo chiesto di convocare un tavolo con Regione, Ausl, Asp per discutere di questi problemi. Perché a luglio, in piena estate, si devono spostare degli anziani? Siamo ancora in uno stato d’emergenza e si è sempre cercato di spostare al minimo il personale infermieristico. Ma ora, trasferire anziani in altre strutture va bene? Non consideriamo l’aspetto delle relazioni? Io sono molto preoccupato anche per il centro diurno frequentato da quattro ospiti. C’è una lista d’attesa di sete persone».

A rispondere alle varie questioni è stato il direttore Asp Vincenzo Ferro: «Gli ospiti del centro diurno andranno a Gualtieri dove riceveranno assistenza. I familiari che vogliono accompagnare il proprio congiunto possono continuare a farlo. In caso contrario provvederemo come Asp. Sia gli ospiti spostati a Brescello che in altre strutture avranno gli stessi servizi e la stessa assistenza come a Poviglio».