Via Toschi in preda alla baby gang, «Sono pericolosi e strafottenti»

Intervento delle volanti per oltraggio alla quiete pubblica di una decina di giovanissimi

REGGIO EMILIA. «Una gang conosciutissima da tutti gli esercenti del centro storico. Si intrufolano nella distesa, chiedono soldi (di solito 5 euro) e se ricevono un rifiuto partono con le minacce nei confronti degli uomini. Tempo fa una ragazza che gli ha risposto a tono è stata perfino schiaffeggiata. Stavolta li hanno presi, ma ogni sera siamo daccapo». Lo sfogo è del titolare di un locale di via Toschi, che mercoledì sera ha allertato il 113. E grazie alla pronta segnalazione la banda di delinquenti in erba (formata da otto minorenni e due maggiorenni) è stata bloccata. Tuttavia nessuna conseguenza penale, né per i minorenni (alcuni di loro comparivano nel famoso post su Instagram del selfie con sberleffo in via Secchi, insieme all’agente della Municipale poi trasferito) né per i due maggiorenni italiani di 19 e 20 anni – con denunce alle spalle di peso quali estorsione, lesioni, percosse, rapina e uno di loro perfino violenza sessuale –, che se la sono cavata con una permanenza indesiderata negli uffici di via Dante prima di essere riconsegnati ai genitori.

«Erano le 22: quei giovanissimi arrivano negli orari di maggiore affluenza, per confondersi meglio e poter scappare quando arriva una Volante – ha raccontato l’esercente, che preferisce rimanere anonimo – Lavoravo dietro a un bancone quando un cliente è venuto ad avvisarmi che una banda di ragazzini importunava la gente seduta al tavolo. Non ho assistito di persona, so quello che mi hanno riferito i clienti. Allora ho chiamato la polizia». In seguito alla segnalazione di disturbo alla quiete pubblica sul posto sono giunte pattuglie delle Volanti e della polizia municipale: il gruppo non c’era più, ma sono state avviate le ricerche dei soggetti, già conosciuti per episodi simili. Dopo pochi minuti in piazza Prampolini è stato rintracciata la gang: dieci giovanissimi, otto minorenni e due maggiorenni, che corrispondevano alla descrizione fornita dal titolare del locale di via Toschi.


Per i minorenni i poliziotti non hanno potuto far altro che contattare sul posto i genitori per la riconsegna. Qualche fastidio in più per i due di 19 e 20 anni, che si sono rifiutati di fornire le loro generalità: i giovani sono stati accompagnati in questura per ulteriori accertamenti.

Dalla banca dati è emerso che, nonostante l’età, il curriculum criminale di entrambi è di tutto rispetto: noti per aver compiuto furti e rapine ai danni di coetanei in piazza della Vittoria e alle fermate dei bus, su uno incombe l’accusa di violenza sessuale, con processo in corso. Anche nel loro caso nessuna denuncia: non sono stati colti sul fatto e il comportamento molesto difficilmente può essere incasellato in un reato penale. La “linea dura”, insomma, si è tradotta più che altro in una sonora ramanzina ai figli e un discorsetto ai genitori.

«Non è certo la prima volta che capita – ha proseguito l’esercente – La situazione è ben conosciuta da polizia municipale e questura. Ho seguito le vie ufficiali e tutti sono stati comprensivi e gentili, però il problema rimane. Sono mesi che queste bande di 14-15enni magrebini vanno in giro per il quadrilatero (ma pure il lunedì a Buco del Signore, il giovedì ad Albinea, seguendo i luoghi di ritrovo del momento) a importunare e tentare di estorcere denaro ai reggiani. Se provi ad allontanarli ti rispondono con strafottenza: “Sono minorenne, tu non mi puoi toccare”, perché conoscono la legge e sanno di godere dell’impunità. La zona di piazza Fontanesi è sempre stata pulita e sicura, invece adesso per colpa di questi ragazzini al limite io rischio di perdere la clientela. Certo Reggio Emilia ha problemi più gravi, ma non si può continuare a fargliela passare liscia». —

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