Anziani trasferiti da Poviglio a Brescello: «Ci opponiamo con forza»

La casa residenza per anziani “Le Radici” di Poviglio, alle prese con il trasferimento temporaneo degli ospiti a Brescello fino alla metà di settembre

Carenza di personale infermieristico e sociosanitario alla Cra “Le Radici”.  Il sindaco Ferraroni: «Comune e famiglie chiedono un tavolo per una soluzione» 

POVIGLIO. Gli ospiti della casa residenza per anziani “Le Radici” di Poviglio saranno temporaneamente trasferiti a Brescello fino a metà settembre. Questa la notizia che l’Asp Progetto Persona ha annunciato nei giorni scorsi e che ha provocato l’immediata presa di posizione della sindaca Cristina Ferraroni.La casa residenza di proprietà del Comune, gestita dall’Asp tramite convenzione siglata da alcuni Comuni dell’Unione Bassa reggiana, è stata riaperta al pubblico a febbraio dopo la pandemia e attualmente accoglie 22 anziani residenti, su 24 posti accreditati.

La sindaca Cristina Ferraroni

«La drastica soluzione paventata dal Cda e dalla direzione generale di Asp – si legge nella nota a firma della prima cittadina – alla quale Poviglio si oppone con forza, sarebbe da imputare alla difficoltà da parte dell’azienda di continuare a garantire la gestione dei servizi a causa della carenza di personale infermieristico e sociosanitario. Una linea contestata fermamente dall’amministrazione comunale, che rileva invece la correttezza del numero del personale attualmente in servizio (un infermiere ogni 12 ospiti, come previsto per legge), ma soprattutto una scelta che non tiene conto delle numerose conseguenze che questo trasferimento forzato avrà sulle già precarie condizioni di salute e sul benessere degli anziani residenti, sradicati dal loro contesto territoriale, smistati in strutture diverse, con conseguente grave disagio per familiari e amici, spesso a loro volta già anziani, che hanno necessità di mantenere il rapporto familiare-ospite già fortemente minato dalle chiusure del periodo Covid. Senza contare la perdita della vitale dimensione relazionale-affettiva per molti anziani del paese, e da ultimo, ma non meno importante, il disagio e le difficoltà degli operatori sociosanitari che dovranno essere trasferiti in altre strutture».

Il presidente della Asp “Progetto Persona”


«Decisione che appare ancora più strana – prosegue – alla luce dei recenti investimenti, alcuni sospesi causa Covid, di cui circa 40mila euro per una nuova caldaia per il riscaldamento, 38mila per la progettazione esecutiva di futuri interventi, previsti anche nel programma delle opere triennali, e di 30mila euro per arredi serramenti e altro, donati da una cittadina, di cui ha beneficiato la struttura. In un momento come questo, quando finalmente ci stiamo avviando verso una ritrovata normalità, è necessario mantenere una visione unitaria della capacità di erogazione dei servizi da parte delle istituzioni, che devono tener conto dei bisogni delle categorie più fragili della popolazione, delle buone pratiche e dei servizi efficienti, che sia premiante delle politiche di welfare e non si traduca in chiusure arbitrarie le cui conseguenze sociali si ripercuoterebbero negativamente sull’intera comunità. Al di là degli aspetti giuridico-contrattuali che vincolano Asp, Comune di Poviglio e famiglie degli anziani ospiti residenti – conclude Cristina Ferraroni – chiediamo urgentemente la costituzione di un tavolo istituzionale per addivenire ad una soluzione funzionale alla permanenza degli ospiti nella struttura di residenza, garantendo una continuità infermieristica-assistenziale di medio-lungo periodo che garantisca al contempo la sussistenza dei parametri organizzativi di accreditamento».