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Reati fiscali, nuovo processo per Gibertini nel mirino la sua ditta di comunicazione

Il 55enne è accusato dalla pm Galli di dichiarazione infedele, false fatturazioni e occultamento della contabilità

REGGIO EMILIA. Sembrano non finire mai i guai giudiziari per il volto televisivo reggiano Marco Gibertini che è difeso dall’avvocato Liborio Cataliotti. Il 55enne è in cella da tempo per l’operazione antimafia Aemilia, di recente è stato condannato in primo grado per una tentata truffa ad un commercialista reggiano, sta affrontando dal novembre scorso l’affollato processo (è fra i 32 rinviati a giudizio dal gup Luca Ramponi al termine dell’udienza preliminare) focalizzato sulla complessa operazione Octopus (relativa secondo l’accusa ad un giro milionario di fatture fasulle) ed ora – sempre sul terreno tributario – si dovrà difendere da tre accuse: dichiarazione infedele, false fatture e occultamento della contabilità.

Quest’ultimo procedimento approderà prossimamente in tribunale sulla scia di un’inchiesta della Finanza (specificatamente del nucleo di polizia tributaria) coordinata dalla pm Laura Galli.

Secondo l’accusa, tutto ruota sulla ditta individuale “Gibertini Comunicazioni” (di cui l’imputato era titolare unico) che aveva sede in città in viale Ramazzini al civico 2 e gli anni presi in considerazione dagli inquirenti sul piano accusatorio vanno dal 2011 al 2015.

Relativamente al reato di dichiarazione infedele, sono due i periodi di imposta (con relativa dichiarazione dei redditi trasmessa per via telematica) finiti nel mirino della Finanza. Nel periodo d’imposta datato 2011 vengono contestate a Gibertini due evasioni: sui redditi (Irpef) di quasi 300mila euro e 166mila euro per quanto concerne l’imposta sul valore aggiunto (Iva). Stesso copione per il periodo d’imposta 2012, ma con cifre leggermente più alte: 317mila euro (Irpef) e 178mila euro (Iva).

Poi c’è la contestazione di false fatturazioni «per consentire a terzi l’evasione delle imposte sui redditi e sul valore aggiunto» che riguarda quattro anni con importi via via in picchiata: 2011 ( 196.800 euro, pari a 40mila euro di Iva), 2012 (151mila euro, pari a 31mila euro di Ivaa), 2013 (34mila euro, pari a 7mila euro di Iva), 2014 (3mila euro, pari a 660 euro).

Infine al volto tv viene imputato l’occultamento della contabilità della sua ditta. Come scrive la pm Galli al termine dell’indagine tributaria «al fine di evadere le imposte sui redditi e sull’Iva, ovvero di consentire l’evasione a terzi, occultava o distruggeva le scritture contabili e i documenti di cui è obbligatoria la conservazione, in modo da non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume di affari, in particolare per le annualità dal 2009 al 2011, occultava o distruggeva sia i registri obbligatori contabili che i relativi documenti fiscali, mentre per le annualità dal 2012 al 2014 – conclude il magistrato inquirente – occultava le fatture emesse per operazioni in tutto o in parte inesistenti». Accertamenti che la Procura colloca alla metà di luglio del 2015.