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Reggio Emilia, il partigiano “Volpe” compie 95 anni

Francesco Bertacchini, testimone della Resistenza reggiana, dopo la pensione è diventato un riferimento per l’Anpi 

REGGIO EMILIA. Novantacinque anni per il partigiano “Volpe”. Il 24 giugno Francesco Bertacchini, uno dei più conosciuti testimoni della Resistenza reggiana, ha festeggiato il 95esimo compleanno nella casa protetta Villa Primula, dove risiede da alcuni mesi assieme alla moglie Luciana. Una ricorrenza senza grandi presenze, visto il periodo, animata però da diversi omaggi a una figura nota per la sua vivacità, per tanti anni protagonista di iniziative sul territorio come i Sentieri Partigiani e portabandiera e tuttofare per l’Anpi provinciale reggiana.

I parenti, a partire dalla figlia Vanna con il marito Serse e la nipote Astrid, hanno portato regali e così ha fatto l’istituto storico Istoreco, che ha inviato un grande mazzo di fiori. Gli auguri fatti su Facebook a “Volpe” hanno generato reazioni sino alla Germania, con centinaia di commenti.


Un secondo tributo dopo quello porto il 24 aprile scorso, quando la Filarmonica Città del Tricolore aveva suonato sotto a Villa Primula per il partigiano e gli altri ospiti in occasione della Liberazione, nell’iniziativa promossa sempre da Istoreco.

Bertacchini, assiduo lettore di Gazzetta, segue tutti gli sviluppi della cronaca locale e nazionale e si è schierato con il disegno di legge presentato da diversi parlamentari – fra cui il reggiano Andrea Rossi – per rendere “Bella Ciao” l’inno ufficiale del 25 aprile. Ora, pure in questi tempi così delicati, l’abbraccio collettivo di tanti amici a Francesco e all’inseparabile Luciana.

Bertacchini è nato a Reggio Emilia il 24 giugno 1926. Cresciuto in città, nella zona del Crostolo, giovanissimo diventa partigiano unendosi alla 144esima brigata Garibaldi “Antonio Gramsci”, attiva principalmente nella valle dell’Enza. Il suo distaccamento viene quasi completamente distrutto il 17 novembre 1944 a Legoreccio di Vetto, durante l’ormai famoso eccidio.

Volpe si salva perché, malato di polmonite, in quel momento si trova all’ospedale partigiano.

Dopo la guerra si è sposato con Luciana, si è trasferito a San Bartolomeo e ha sempre lavorato come camionista in proprio «per non avere padroni».

Dopo aver raggiunto la pensione, Francesco Bertacchini era diventato uno dei riferimenti operativi dell’Anpi, presenza fissa nella sede di via Farini, sempre a disposizione per trasporti e altre attività, oltre che come portabandiera alle diverse manifestazioni organizzate in città. —

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