Sgominata la “baby gang”. Rapinava ragazzini a Parma

Piazza Duomo a Parma dove è avenuto il primo degli eposodi

Val d'Enza, nei guai quattro maggiorenni (tre di Montecchio) e tre minori (uno di Sant’Ilario). Agivano in branco e minacciavano, picchiavano e derubavano studenti da soli

VAL D’ENZA. Sono quattro i reggiani membri di una “baby gang” che terrorizzava i 14-15enni di Parma, dove il gruppo di giovani è ritenuto responsabile di due furti con destrezza e due rapine compiute nella città ducale tra novembre 2020 e marzo 2021 ai danni di studenti ai quali, con violenze e minacce, sono stati portati via cellulari e soldi (in un caso il bottino ha fruttato 300 euro). L’indagine, compiuta dai carabinieri del Comando Parma Centro e dalla polizia municipale, si è conclusa con lo smantellamento della banda: quattro ordinanze cautelari a carico di maggiorenni tra i 18 e i 20 anni (in carcere un parmense, ai domiciliari tre montecchiesi, anche se di fatto uno è senza fissa dimora), più tre minorenni (tra i quali un 17enne di origini magrebine residente a Sant’Ilario), la posizione dei quali è al vaglio del tribunale minorile di Bologna.

Rapina aggravata e furto aggravato, lesioni personali, percosse e minacce in concorso, è la sfilza di reati contestati ai quattro maggiorenni. L’indagine, coordinata dal pm di Parma Emanuela Podda, ha consentito di incastrare i “bulli”– immortalati dalle telecamere e riconosciuti dalle vittime – che prendevano di mira dei giovanissimi in centro e in pieno giorno. Una vera e propria baby gang che agiva sempre nello stesso modo: individuava dei ragazzini, li accerchiava e li spaventava a tal punto che questi non opponevano resistenza o, se tentavano di farlo, venivano aggrediti fisicamente. E se il malcapitato di turno sporgeva denuncia, scattava la persecuzione intimidatoria, con la gang che è arrivata ad attendere il minore all’uscita da scuola per indurlo a ritrattare.


Nonostante la giovane età, i neomaggiorenni hanno già alle spalle precedenti per reati predatori o per porto di oggetti atti a offendere. La loro indole violenta è stata ricostruita anche tramite i profili social, dove uno di essi ha pubblicato un video in cui maneggiava una pistola apparentemente vera.

Due furti con destrezza e due rapine: sono gli episodi contestati, ma gli inquirenti ritengono che si tratti di una piccola parte dell’azione seriale della baby gang. Il primo episodio risale al 30 novembre 2020 in piazza Duomo a Parma: alle 17.50 un 14enne e un amico coetaneo sono stati circondati da una decina di ragazzi che hanno strappato di mano la vaschetta di patatine a uno e strappato il telefonino all’altro. Il secondo fatto risale al 4 gennaio scorso vicino a viale Toschi: un 14enne parmigiano è stato avvicinato da alcuni ragazzi che, con violenza, lo hanno rapinato del telefonino e di quello che aveva in tasca (appena un euro), per poi fuggire verso la stazione ferroviaria. Il 13 febbraio scorso, all’interno del parco ducale, il terzo e più efferato episodio: la gang ha circondato dei 15enni con un pretesto e subito ha strappato di mano il portafoglio ad uno di loro, svuotandolo di 60 euro e scappando. I 15enni però hanno inseguito i responsabili, riuscendo a bloccarne uno fino all’arrivo dei carabinieri, che lo hanno arrestato in flagranza di reato. Gli altri sono riusciti a dileguarsi dopo una colluttazione che ha mandato all’ospedale due degli aggrediti (prognosi di 5 e 7 giorni).

Non è finita qui: nei giorni successivi uno degli aggrediti e il padre hanno subìto, tramite videochiamate, pesanti minacce da parte di uno della gang. Lo stesso minacciato è stato atteso all’uscita da scuola, dove dopo ulteriori pesanti minacce è stato picchiato allo scopo di fargli ritrattare le accuse nei confronti dell’unico catturato. Il quarto episodio il 3 marzo in via Garibaldi, dove due componenti del gruppo hanno strappato dalle mani di un 15enne il portafoglio prelevando 300 euro.