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Saman, per cercarla verranno smontate 170 serre

Le ricerche del corpo della ragazza a Novellara

Novellara, è la direzione che hanno preso lo zio e i cugini della ragazza armati di pale. Il corpo potrebbe essere stato interrato sotto una delle coperture

NOVELLARA. Sono iniziate ieri le operazioni di rimozione di alcune serre di angurie giunte a fine produzione. Rimozione che permetterà agli inquirenti di poter proseguire le ricerche del corpo di Saman Abbas a campo libero, con notevole vantaggio per i carotaggi da parte dei carabinieri, per le rilevazioni con l’elettromagnetometro e per l’impiego dei cani per la ricerca dei cadaveri. In quella zona di 55 ettari, sotto una delle 170 serre, dietro il capannone dell’azienda agricola “Le Valli”, dovrebbe essere stato interrato il corpo di Saman, stando alla logica e alle evidenze investigative. In quella direzione, infatti, si dirigono lo zio e i cugini della ragazza armati di pale, piede di porco, secchio e un attrezzo non identificato, immortalati nel filmato del circuito di videosorveglianza risalente al 29 aprile. Nella stessa direzione, verso le serre, si incamminano anche Saman e i genitori nel filmato della notte successiva, in cui si ritiene che Saman sia stata strangolata dallo zio Danish Hasnain, che poi avrebbe occultato il cadavere.

Saman Abbas


LA FITTA RAMIFICAZIONE. Ieri alcuni braccianti dell’azienda agricola “Le Valli” hanno cominciato a rimuovere le intricate ramaglie delle piante di anguria giunte a fine produzione, operazione preliminare allo smontaggio vero e proprio delle serre. Le angurie sono piante tappezzanti, piantumate ad alcuni metri l’una dall’altra, che nel giro di qualche mese si propagano sul terreno, colonizzando per intero le serre. In primavera le piantine vengono messe a dimora in scala per permettere all’azienda di avere il raccolto per tutta la stagione estiva, quindi la loro rimozione sarà graduale. Prima della piantumazione delle piantine, per tutta la lunghezza e la larghezza delle serre, vengono stesi teli di plastica pacciamanti sul terreno per tenere sotto controllo la proliferazione delle erbe infestanti, oltre alle manichette per l’irrigazione. Se davvero nella serata del 29 aprile lo zio e i due cugini – nelle due ore trascorse in campagna con gli attrezzi – hanno preparato il luogo di sepoltura, appare plausibile che nel punto prescelto abbiano dovuto spostare le ramaglie delle piante, sollevare il telo pacciamante e scavare una buca abbastanza profonda per ospitare un cadavere, senza lasciare tracce. La sera successiva, poi, una volta compiuto l’omicidio, sarebbe avvenuto l’interramento nella buca.



CINQUANTA GRADI. La rimozione delle serre agevola non poco il lavoro dei carabinieri, finora costretti a fare perforazioni e carotaggi – con un punteruolo metallico che viene infilato ad intervalli regolari a una profondità di un metro sotto terra per tutta la lunghezza delle serre – sotto i teloni a temperature che, in questi giorni di caldo torrido, oltrepassano i 50 gradi. Motivo per cui i turni di lavoro sono stati fissati al mattino presto e al tramonto, evitando le ore più calde del giorno. Perforazioni e carotaggi sono propedeutici all’impiego delle unità cinofile.

Anche i cani per la ricerca dei cadaveri non saranno più costretti a lavorare in ambienti chiusi con caldo asfissiante, due fattori che in precedenza li avevano messi sotto stress e a disagio. Infine, la rimozione delle serre permetterà di fare rilevazioni più accurate col geo-radar – strumento che rileva anomalie sotterranee – che in passato aveva registrato interferenze a causa delle centinaia di archi in metallo delle serre. Più in generale, liberare i terreni da serre e piantagioni permetterà di effettuare un’accurata ispezione visiva per appurare la presenza di punti sospetti e procedere, senza esitazioni, ad eventuali scavi. Un’ipotesi, quella dell’interramento in serra, da sempre accolta in modo scettico dal proprietario dell’azienda agricola, Ivan Bartoli, in quanto – aveva dichiarato alla stampa – si sarebbe sicuramente accorto di qualcosa, conoscendo molto bene quelle serre, soprattutto all’inizio delle ricerche, il 10 maggio, quando le tracce di un’eventuale manomissione sarebbero state ancora fresche e ben visibili a un occhio esperto come il suo.

L’AREA ESTERNA. Ma per gli investigatori appare ancora prematuro estendere le ricerche in un’area più ampia, nell’ipotesi che i video rappresentino un depistaggio, e da giorni ormai si stanno concentrando esclusivamente nel perimetro delle serre, anche se dall’inizio delle ricerche le zone esterne all’azienda agricola (incluse ex porcilaie, vasche a cielo aperto per lo stoccaggio dei liquami, pozzetti dell’irrigazione e canali) erano già state perlustrate e controllate visivamente a più riprese da carabinieri, vigili del fuoco, sommozzatori e cani molecolari, con l’ausilio di sonde, gommoni, droni ed elicotteri.