Usura, mafie e gioco d’azzardo sono le piaghe del post-Covid

Il gioco d’azzardo è spesso alimentato dalle liquidità delle mafie

Casalgrande, in paese la ludopatia costa 462 euro ad abitante, 350 euro nell’intera Unione. Se ne parlerà giovedì 24 giugno, durante l’incontro online promosso dal Comune 

CASALGRANDE. Circa 462 euro in media a persona, neonati compresi. Sono i soldi spesi nel gioco d’azzardo a Casalgrande (350 euro per la popolazione di tutti i comuni dell’Unione). I dati fanno riferimento a quelli censiti nel 2017, ed è quindi probabile che ci sia una sottostima rispetto a quanto sta accadendo ora, in un contesto di profonda crisi, dovuta anche alla pandemia. Una crisi economica in cui le imprese, che dovrebbero essere il motore trainante della ripresa, si scoprono invece l’anello debole delle infiltrazioni mafiose. Sovraindebitamento e usura sono le loro piaghe.

Sono temi di dolorosa attualità, al centro anche di riflessioni a livello distrettuale, quelli di cui si parlerà giovedì 24 giugno, alle 21, nell’evento online promosso dal Comune di Casalgrande per la rassegna “Le vie della legalità”.

All’incontro, visibile sulla pagina Facebook e sul canale YouTube dell’ente, interverranno il presidente del Codacons Emilia Romagna, Bruno Barbieri; il dirigente del sindacato Siap Aquiliano Molfa; il dirigente di Confcommercio Davide Massarini; il dirigente di Confesercenti Reggio Emilia Giovanni Campani e l’assessore al Commercio del Comune di Casalgrande Daniele Benassi. A moderare, come sempre per il ciclo di iniziative, sarà Laura Caputo, giornalista e presidente di Mafia Free.

Si ragionerà di un contesto profondamente cambiato e decisamente più fragile a livello di tenuta economica e sociale.«La diffusione del Covid19 ha generato una grave crisi economica, mettendo in ginocchio le imprese e gli esercizi commerciali del nostro territorio – sottolinea il presidente del consiglio comunale casalgrandese Marco Cassinadri–. Uno dei rischi più grandi per le imprese e le attività commerciali, evidenziato anche dalla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, è quello di cadere nelle maglie delle mafie, che dispongono nell’immediato di ingenti quantità di denaro da investire in quei settori che oggi stanno soffrendo maggiormente la crisi economica».

Gli esempi sono recenti. «È già accaduto nella ricostruzione post-terremoto nella nostra Regione». In pratica, in mancanza di aiuti provenienti dallo Stato, le mafie «sono in grado di supportare le imprese in difficoltà e propongono prestiti di denaro a tassi usurai, approfittandone per riciclare proventi illeciti e mettendo ancor più in ginocchio gli imprenditori». Il tutto in uno scenario di debolezza, segnato da un grande problema come la dipendenza dal gioco. «Una piaga che colpisce persone di tutte le età», continua Cassinadri. Gli ultimi dati censiti parlano di oltre 28 milioni di euro spesi nel gioco nel 2017 dai residenti dei sei Comuni dell’Unione, circa 350 euro a persona neonati compresi; la media per famiglia è di 839 euro di spesa annua. Il picco è proprio a Casalgrande, con 8.868.511 euro di perdite al gioco spalmati su 19.215 residenti dell’epoca, pari a 462 euro ad abitante.