Addio al pittore naif Kabalo era il fratello di Udo Toniato

Il pittore Benito Toniato, in arte Kabalo, morto a 89 anni

Guastalla, Benito Toniato è morto a 89 anni ed era l'ultimo di 16 fratelli. I funerali giovadì 24 in duomo

GUASTALLA. Si è spento ieri pomeriggio, nel reparto dializzati dell’ospedale di Guastalla, Benito Toniato, pittore, in arte “Kabalo”. Aveva 89 anni ed era l’ultimo di 16 fratelli, tra cui in noto pittore Udo Toniato. I funerali si svolgeranno giovedì 24 giugno alle 10 in duomo. Dopo la messa, la salma verrà trasferita a Mantova per la cremazione. Le ceneri verrano custodite nel cimitero di Guastalla. Oggi alle 18.30, in duomo, verrà recitato il Rosario.

Persona umile, Benito Toniato ha scoperto la pittura nel 1971 a Sondalo (Sondrio) mentre era ospite di una struttura sanitaria per curare alcuni problemi ai bronchi. In quell’anno di permanenza, trovandosi solo, ha iniziato a dipingere paesaggi. Tornato a Guastalla, ha continuato a coltivare questa sua inaspettata dote artistica fino a farla evolvere nell’arte naif che, di fatto, rispecchiava la sua semplicità. I suoi quadri si ispirano nelle forme e nei colori ai pittori naif jugoslavi, perché in essi ricercava un’anima profonda, una spiritualità che ignora il materialismo più ancorato. Nei suoi quadri scompare il segno della pennellata per dare spazio a morbide e voluminose stesure policrome. Benito “Kabalo” Toniato è sempre stato un “buono” e ha sempre voluto restare un passo indietro rispetto al fratello Udo, che già godeva di una certa popolarità nel mondo dei naif. Dal canto suo, Benito, seppur nella sua umiltà, negli anni ’70 è stato presidente dell’Unione Naif Padana. Ha partecipato ha diverse mostre ed esposizioni ricevendo anche molti riconoscimenti, lasciando però sempre le luci della ribalta al fratello Udo.


Oltre a dipingere, Benito era anche un apprezzatissimo sarto, di quelli di una volta, col metro in spalla e il gessetto sempre in tasca. Era talmente bravo che per farsi fare i vestiti molta gente veniva da Milano. Intanto la sua pittura naif aveva cominciato ad uscire dai confini reggiani. Ad accorgersi di lui e dei suoi quadri, perfino la famosa ditta tedesca di puzzle Ravensburger. «Quando dissero a mio padre – racconta il figlio Daniele – che la ditta produttrice di puzzle aveva usato un suo quadro, non fece tanta festa. Ringraziò sentitamente e continuò il suo lavoro».

La scomparsa di Benito ha lasciato un segno profondo anche nell’altra figlia, Rossana, che tutti chiamano Rosy: «Mia sorella, che ha la sindrome di Dawn, viveva quasi in simbiosi con mio padre – dice Daniele –. Era sempre con lui, non si staccava mai. Ora saremo io e mia moglie ad occuparci di lei, ma per Rosy, non avere più il suo papà, sarà davvero dura». Benito “Kabalo” Toniato lascia nel dolore, oltre ai figli, la nuora Laura e gli adorati nipoti Luce e Matteo. La famiglia ha ringraziato medici e infermieri del reparto dializzati per le assidue e premurose cure prestate a Benito.