Novellara, per il giudice è tutto di rifare Leo non può tornare a casa

Il giudizio di secondo grado turco riporta indietro la procedure di rimpatrio.  La madre Ilaria: «È un cittadino italiano, chiedo aiuto al governo»


NOVELLARA. È un clamoroso passo indietro quello sentenziato e imposto a Ilaria Sassone dal giudice di secondo grado turco che sta decidendo del futuro di suo figlio Leonardo, 5 anni. Dopo una prima sentenza che aveva stabilito che il bambino, poiché cittadino italiano, dovesse fare rientro in Italia dopo che il padre senza l’autorizzazione della donna lo ha portato in Turchia più di un anno fa, ora dopo il ricorso del genitore – un cittadino tedesco di origine turca – il giudice ha stabilito che il magistrato del primo grado integri la sua decisione sulla base di report psicologici sul bambino.

Un altro colpo al cuore per mamma Ilaria che dal gennaio del 2020 sta combattendo la durissima, e costosa, battaglia per far valere i suoi diritti. Quelli di una madre che ha ottenuto e già da allora dal tribunale italiano che il piccolo debba vivere con lei. Ma è stato proprio alla vigilia di questa decisione che il padre, con cui la donna aveva rotto una relazione burrascosa qualche tempo prima, ha deciso portare via il bambino, così come le aveva giurato in tante discussioni, portandolo con sé in Turchia. «Non riesco a capire cosa pensano di trovare, un bambino felice?». Già. Perché nei rari e difficili momenti per stare insieme che la donna riesce a ritagliarsi in Turchia per stare con il bambino deve fare i conti con un piccolo che rischia di dimenticare la sua lingua madre, l’italiano, e che è combattuto nel dover assistere alla guerra tra i suoi genitori per la sua custodia. «Ha pressioni dal padre, mentre io cerco di non fargliele ma mi tiro la zappa sui piedi... – confida – L’ultima volta ci sono voluti tre giorni perché iniziasse a parlarmi in italiano e per riallacciare il nostro rapporto, che è comunque sempre stato fortissimo tra di noi e come sempre si è rinsaldato: poi ha sempre dormito abbracciato a me».

Ma anche lo scorso maggio dopo 15 giorni ha dovuto lasciarlo nuovamente al padre e tornare in Italia. E allora, la battaglia non è finita anzi. Ma Ilaria – rappresentata in questa difficile vertenza dall’avvocatessa Giovanna Fava – ha bisogno di aiuto, se non basta quanto deciso già nel 2020 dal tribunale di Firenze (è qui che la coppia aveva vissuto con il piccolo prima di separarsi) che Leonardo debba stare con la madre, se non basta un procedimento penale in corso per sottrazione di minore, dove l’uomo è imputato (ma per il quale risulta al momento irreperibile). Se non basta che c’è un bambino di 5 anni, cittadino italiano, che il padre ha portato via dall’Italia senza documenti e lo trattenga in un paese straniero, la Turchia.

«La Commissione Femminicidio del Senato, con la presidente Valeria Valente, ha preso a cuore il mio caso e lavorerà sulla normativa, ma intanto? Chiedo aiuto al governo» chiede Ilaria Sassone.

Intanto c’è un bambino che sta crescendo lontano dalla sua mamma e dal suo Paese e i tempi della giustizia si dilatano sempre più. —

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