Accoltellò un 24enne al Kaleidos, torna ai domiciliari

Emanuele Cacia aveva ottenuto il beneficio del solo obbligo di firma nel maggio 2020, ma la sua condotta gli ha fatto guadagnare un'ulteriore restrizione in vista del terzo grado di giudizio

POVIGLIO. Torna agli arresti domiciliari il ventenne Emanuele Cacia, arrestato nell’aprile 2019 per avere accoltellato un 24enne al culmine di un diverbio nella sala biliardo del centro Kaleidos. Durante l’iter processuale il giovane era tornato libero con solo l’obbligo di firma in caserma – presso la stazione carabinieri di Castelnovo Sotto – ma, stando a quando accertato dagli stessi militari, il 20enne ha commesso violazioni amministrative e penali per le quali oggi la Corte d’Appello di Bologna ha disposto l’aggravamento della misura disponendo gli arresti domiciliari.
 
Cacia, residente a Castelnovo Sotto, aveva ferito gravemente la vittima la sera del primo aprile 2019. Condannato a cinque anni e sei mesi di reclusione dal tribunale di Reggio Emilia, pena confermata nel secondo grado di giudizio dalla Corte di Appello di Bologna, si trovava sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo della presentazione ai carabinieri di Castelnovo Sotto, dove vive. 
 
Questo in attesa del terzo grado di giudizio. Ma poi la Corte d’Appello di Bologna ha recepito la richieste della Procura Generale felsinea, concorde con quanto rappresentato dai carabinieri di Castelnovo Sotto, e ha disposto l’aggravamento della misura cautelare con il proseguo della misura in regime di arresti domiciliari.
Ricevuto il provvedimento, ieri i carabinieri di Castelnovo Sotto vi hanno dato esecuzione. 
 
L’accoltellamento sarebbe nato da un diverbio per futili motivi, probabilmente per uno “sguardo di troppo” che sarebbe stato rivolto a una ragazza. Nel processi il collegio giudicante aveva derubricato il reato: si è passati dall’iniziale ipotesi di tentato omicidio all’accusa di lesioni personali aggravate. 
 
Nel corso del processo il giovane, a maggio del 2020, si era visto revocare gli arresti domiciliari, a cui era sottoposto ormai da oltre un anno. Era tornato in libertà, ma con obbligo di firma periodica alla locale caserma. La sentenza è stata poi confermata in secondo grado. 
 
Tuttavia, stando a quando accertato dai carabinieri di Castelnovo Sotto, il 20enne nel periodo di sottoposizione alla misura cautelare dell’obbligo di firma ha commesso violazioni amministrative e penali che non potevano essere ingorate dalla procura di Bologna che ha chiesto un nuovo giro di vite del provvedimento.