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II fratello ha indicato dov’è Saman

Il ragazzo in udienza rivela un retroscena. La procura allarga la cerchia dei sospettati

NOVELLARA. Il fratello di Saman Abbas ha detto ai carabinieri dove potrebbe essere il corpo senza vita di sua sorella. Circostanza ribadita due giorni fa durante l’udienza per l’incidente probatorio avvenuta in tribunale a Reggio Emilia, con la quale la sua testimonianza è diventata una prova che potrà essere fatta valere in un eventuale processo sull’omicidio della ragazza. Un’indicazione importante, quella sul corpo della sorella, già fatta quindi ai militari – coordinati dalla procura di Reggio –, anche se al momento le ricerche sui terreni attorno all’azienda agricola di Novellara sono state infruttuose, aggiungendo dubbi su alcuni passaggi del suo racconto.

LA NUOVA VERSIONE
Fino a pochi giorni fa sembrava che il ragazzo avesse detto fin dal principio della sua collaborazione di non sapere dove potesse essere il luogo della sepoltura. Ora, secondo quanto verbalizzato invece dal giudice per l’indagine preliminare Luca Ramponi, avrebbe offerto un dettaglio rilevante soprattutto alle difese dei cinque familiari indagati per l’omicidio della sorella.

In udienza il fratello minore di Saman Abbas si è mostrato tranquillo e per certi versi scaltro, preparato nelle risposte anche quando è stato portato sui terreni più spinosi, legati al mistero sulla scomparsa della ragazza di 18 anni, ancora lungi dall’essere risolto in tutti i suoi punti.

Tra le domande più rilevanti, c’è stata quella su dove sia il corpo della sorella che lui stesso, ha ribadito al giudice, è stata uccisa per soffocamento dallo zio Danish Hasnain, 31 anni, fratello più giovane del padre Shabbar Abbas, 45 anni, che con la madre Nazia Shaheen, 48 anni, è fuggito in Pakistan dopo la morte della figlia ribellatasi alle regole coercitive del clan familiare. Oltre a questo, ha detto infatti di aver dato indicazioni ai carabinieri su dove potrebbe essere seppellito il corpo della ragazza.

Un punto oscuro, quello della sepoltura, dedotta in primis dalla presenza di una pala nelle immagini della videosorveglianza dell’azienda agricola Le Valli, con la quale è stato immortalato lo zio Danish a poca distanza dalla casa di Saman e a poche ore dal delitto.

DUBBI SUL TESTIMONE
A confortare gli investigatori in merito all’ipotesi dell’avvenuta sepoltura era stato anche il ragazzo, considerato attendibile dalla procura anche se nella veste di testimone de relato. Non ha infatti visto – quindi nemmeno partecipato – all’uccisione della sorella né tanto meno alla sua sepoltura. È stato testimone delle fasi antecedenti e dello struggimento dei genitori, successivo al delitto. Resta da capire, quindi, quale sia il grado dell’attendibilità del super testimone, che ha ribadito al gip quanto avrebbe colto in quei giorni, concentrando ancora una volta le accuse sullo zio, indulgendo invece sui genitori di Saman, che non si sono opposti ma che per il ragazzino sarebbero a loro volta assoggettati allo zio.

Se questa versione da una parte offre sostegno alla tesi della procura, dall’altra fa emergere non pochi dubbi alle difese degli indagati, tra cui ci sono anche gli altri due cugini di Saman, Nomanulhaq Nomanulhaq, tuttora latitante, e Ikram Ijaz, arrestato poco dopo il confine con la Francia e da una decina di giorni in carcere a Reggio Emilia.

Proprio quella preparazione del teste nel rispondere alla domande del giudice, della procura di Reggio e degli avvocati degli indagati, ha fatto trasparire una sagacia non comune per un sedicenne, per di più testimone del delitto della sorella, protagonista della successiva fuga dall’Italia con lo zio aguzzino e ora lasciato solo, con i genitori che sono scappati in patria.

RICERCHE INTENSIFICATE
Proprio ieri i carabinieri hanno annunciato un’intensificazione delle ricerche del corpo della ragazza. Durante la prossima settimana continueranno nell’area circostante l’azienda agricola della famiglia Bartoli, per la quale lavoravano gli Abbas e nella quale vivevano occupando un casolare insieme ai figli.

In particolare le ricerche proseguiranno con le perforazioni e i carotaggi di tutte le serre ad oggi non ancora esplorate che, sulla base delle evidenze raccolte, potrebbero essere state utilizzate come luogo per occultare il cadavere della ragazza. Un’attività propedeutica al successivo impiego delle unità cinofile, previsto per metà della settimana. Una volta preparato il terreno verrà nuovamente impiegato l’ettromagnetometro il cui impiego è previsto sempre verso la metà della prossima settimana. I lavori inizieranno all’alba, fino a metà mattinata, e riprenderanno nel tardo pomeriggio, fino al tramonto.

NUOVI SOSPETTATI
Si allarga poi la cerchia dei complici o quantomeno delle complicità sul caso del delitto. I carabinieri stanno investigando anche su altri sospettati, che non sarebbero al momento ufficialmente indagati, ma che hanno avuto un ruolo. Non è detto se si tratti di partecipi coscienti del piano criminale della famiglia Abbas o del tutto ignari. Restano però diversi dubbi sul piano di fuga, da chi ha procurato i vari biglietti a chi li ha accompagnati e chi sta probabilmente ospitando ora i ricercarti, tanto in Europa quanto in Pakistan. —
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