È morto il missionario Luciano Lanzoni stroncato dal Covid-19

Il cordoglio del vescovo di Carpi, Erio Castellucci. Era molto conosciuto anche a Reggio Emilia dove viveva 

REGGIO EMILIA. Aveva dedicato gli ultimi trent’anni della sua vita alle missioni in Madagasgar ed era conosciutissimo per la sua tenacia e l’altruisimo. È morto ieri, a 63 anni, con ancora tanti progetti nel cassetto da realizzare in favore dei più bisognosi, Luciano Lanzoni, carpigiano consacrato laico presso l’istituto dei Servi della Chiesa di Reggio Emilia.

A portarlo via il Covid 19. Era stato infatti ricoverato d’urgenza in Madagascar tra il 13 e il 14 giugno per i sintomi riconducibili alla malattia. Dopo un apparente miglioramento, in seguito al trasferimento all’ospedale di Manakara, che aveva fatto ben sperare, purtroppo, la situazione è precipitata.


La notizia si è diffusa rapidamente e ha lasciato tutti affranti e addolorati. Il 15 giugno, con un messaggio vocale al Centro Missionario, lo stesso Lanzoni aveva comunicato di sentirsi meglio e aveva ringraziato di cuore tutti coloro che avevano pregato per lui. «Ho tribolato un po’ perché qui l’ossigeno è razionato e così anche i miei pensieri e le mie parole sono un po’ razionati al momento. Vi saluto tutti e spero di mandarvi mie notizie domani».

Il vescovo di Carpi, Erio Castellucci, ha invitato la comunità diocesana alla preghiera di suffragio, rivolgendo un commosso pensiero ai familiari di Lanzoni e all’Istituto dei Servi della Chiesa di Reggio Emilia. Sgomento e dolore nella comunità diocesana, non solo carpigiana. Lanzoni era molto conosciuto anche a Reggio Emilia, dove viveva nel quartiere di Masone ed erano numerose le iniziative in favore delle sue missioni: le più partecipate a Salvaterra di Casalgrande.

Nell’isola africana seguiva missioni e ospedali, appoggiate da tempo dalla diocesi reggiana e passate sotto la tutela della diocesi di Carpi. Da alcuni anni viveva nel villaggio di Analave ed era consulente al Centro di salute mentale di Ambositra. —

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