Speranze e paure s’intrecciano al polo di Guastalla

Primo giorni di esami per gli studenti di Russell e Carrara  «È fatta, e posso brindare: credo sia andato tutto bene»

Mauro Pinotti

GUASTALLA. Per i licei non ci sono tracce da scegliere a seconda dei vari indirizzi scolastici, né testi di latino o greco da tradurre, problemi di matematica da risolvere e neppure temi in lingue straniere. Per studenti amministrativi o programmatori non ci sono da far quadrare bilanci aziendali o temi di informatica.


Anche quest’anno, a causa della pandemia e delle tante ore di didattica a distanza, viene riproposto il maxi-orale che non fa comunque meno paura della maturità classica. Davanti ai cancelli dell’Istituto Russell e dell’Istituto professionale Carrara la tensione è comune a tutti i ragazzi e le ragazze.

Ognuno cerca di stemperare la propria ansia parlando con amici e compagni di scuola. Il comune denominatore tra i vari studenti è quello di sostenersi l’un l’altra. Non a caso chi deve affrontare l’esame, per quella mattina, e in un determinato orario, è spesso accompagnato da amici, amiche, fratelli, sorelle. Si nota subito chi è teso in procinto di entrare davanti alla commissione e chi invece è più rilassato e può pensare a momenti di svago o alle proprie sacrosante vacanze al mare, al lago, in montagna o in qualche città europea. Alcuni ragazzi sono in piedi con in mano libri o il lavoro da illustrare una volta varcata l’aula d’esame. E poi ci sono anche i superstiziosi che non vogliono parlare in anticipo di ciò che faranno quando saranno messi sotto “torchio” dalla commissione.

Silvia, 18 anni, liceale indirizzo Scienze Umane, se la ride: il “peggio” è passato, nel senso che quello che doveva fare l’ha fatto. Ha in mano una bottiglia di vino bianco per un brindisi con le amiche. E allora le vanno subito vicino le compagne di classe: Aurora che freme, essendo la prossima, Giorgia che affronta l’esame oggi, e Ambra che sosterrà il maxi-orale domani. «Ho presentato un elaborato sulla individualizzazione della società di massa nel mondo globalizzato – ha detto Silvia – mentre, per quanto riguarda l’argomento letterario, ho parlato di Giovanni Verga per arrivare addirittura a Frankenstein».

C’è infatti questo anniversario: 200 anni fa, uno dei più celebri romanzi gotici di sempre vedeva la luce, anche se inizialmente in forma anonima, inaugurando un genere che univa per la prima volta elementi romantici ad altri dell’orrore. «Ho terminato l’esame – ha detto ancora Silvia – parlando dell’esperienza del reading teatrale “Lilana Segre: questa è una storia finita bene”».

A pochi metri dall’ingresso della scuola c’è un gruppetto di ragazzi: sono tutti dell’istituto professionale Carrara indirizzo “Manutenzione e assistenza tecnica”. Il più vivace è Anwar El Haouat, 19 anni, felice di aver terminato il suo esame sul confronto tra macchine utensili a controllo numerico computerizzato o manuali. Pronto invece ad entrare Nicola Fossa, 19 anni, guastallese doc che presenterà alla commissione un elaborato sugli impianti oleodinamici.

Essendo un istituto professionale, il timore è che la commissione durante l’esame si soffermi su argomenti di italiano e storia. Stesso timore per Matteo Formis, 19 anni che presenta una tesi sul “Cambio robotizzato” con disquisizione tra cambio manuale o automatico.

All’ombra delle piante che delimitano la scuola, altro gruppetto di ragazzi dell’istituto Russell indirizzo “Meccanica-Meccatronica”.

Tra loro c’è Kevin Golfieri, 18 anni di Guastalla, che sfodera un sorriso a 32 denti:«È fatta – dice – credo sia andata bene. Dopo aver parlato di un componente di un cilindro oleodinamico su un disegno di un progetto che avevamo svolto, mi è stato chiesto di analizzare un testo di Italo Svevo per concludere con una chiacchierata finale sulle mie future intenzioni di studio».

Intanto il parcheggio dei due istituti si riempie di auto, non solo di studenti ma anche di genitori che aspettano i propri figli dopo l’ora d’esame o che accompagnano i propri ragazzi perché inseriti nella lista della giornata.

Un bacio, un “in bocca al lupo”, la solita raccomandazione: «Stai calma e vedrai che andrà tutto bene» o «Metticela tutta» e, infine, il momento in cui si è soli e ci si concentra al meglio nella speranza che quell’ora davanti alla commissione d’esame passi al più presto. —

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