Negli Usa scoprono il vero Lambrusco e Lini 910 trova l’America

L’azienda di Correggio raccoglie consensi oltreoceano dove la richiesta di un prodotto di qualità è in crescita

CORREGGIO. «Siamo tornati negli Stati Uniti 15 anni fa e negli ultimi cinque le nostre etichette sono decollate». Alicia Lini, della storica cantina di Canolo di Correggio, sta toccando con mano l’inversione di tendenza in termini di considerazione e apprezzamento che si registra oltreoceano sul Lambrusco.
Nel 2015 Wine Spectator, la rivista americana più influente del settore, inserì Lini tra le 100 migliori cantine d’Italia.
Anche quel riconoscimento ha dato una mano all’espansione della cantina di Canolo negli Usa. Una vera conquista del West, partita da alcuni punti vendita di New York.

Metà del fatturato di Lini 910 è realizzato all’estero e nelle esportazioni la parte del leone la fanno quelle verso gli Stati Uniti, pari a oltre il 70% del totale.
«Dal primo momento in cui ho messo piede in America è stata un’escalation di considerazione e valorizzazione – dice Alicia Lini, che rappresenta la quarta generazione della famiglia in azienda –. In quel Paese oggi c’è un livello molto alto tra i consumatori, gli operatori del settore e chi si occupa di comunicazione. Gli americani sono enciclopedici, quando affrontano un argomento lo sviscerano completamente». E ora sta accadendo con il Lambrusco.
«Sabato – prosegue Alicia Lini – noi, ma anche Medici Ermete e i modenesi Cleto Chiarli e Tenuta Pederzana, saremo a Verona per Opera Wine, evento organizzato da Wine Spectator in collaborazione con Vinitaly».
Il fatto che cinque cantine emiliane e tre romagnole siano inserite nella lista delle migliori 186 italiane selezionate per l’evento è indice della considerazione che la nostra regione ha raggiunto nel campo enologico.
Il Lambrusco sta vivendo una fase molto positiva, legata anche al fatto che il mercato privilegia le bollicine o comunque il vino versatile che può essere bevuto in ogni occasione. Trent’anni fa, invece, la richiesta era soprattutto per vini barricati e legnosi.
«L’importante è continuare a fare passi in avanti – dice Alicia Lini –. Per me il successo del Lambrusco vuole dire restituire alla mia famiglia la soddisfazione di aver creduto in un progetto di qualità anche quando non era semplice farlo».
Esportare il Lambrusco vuol dire vendere anche il nostro territorio e quello che è capace di evocare.
A dicembre la rivista americana Food & Wine aveva dedicato alla cantina di Correggio un lungo servizio, corredato da bellissime foto e ricette dei piatti emiliani. Un inno ai nostri tortelli, bolliti misti, ed erbazzone. E ovviamente alle rosse bollicine che più di tutte si addicono a queste prelibatezze.
Le cantine emiliane, come ricorda Alicia Lini, sono anche questo. Ambasciatrici di uno stile di vita e di una tradizione autentica. —