Grimilde, si dilata l’accusa a Grande Aracri

La pm ha riaperto le indagini e ottenuto dal gup l’ampliamento di due anni (2010-2012) del reato di associazione mafiosa

reggio emilia. Con la decisione presa ieri – in tribunale a Bologna – dal gup Roberta Dioguardi, si è appesantita la posizione del 67enne Francesco Grande Aracri nell’ambito del procedimento Grimilde in corso a Reggio Emilia.

Nel luglio scorso nell’udienza preliminare di Grimilde – sempre a Bologna – era stato dichiarato nei confronti di Grande Aracri il non luogo a procedere in relazione all’accusa principale (associazione mafiosa) “limitatamente a fatti asseritamente commessi fra il 26 novembre 2010 e il 10 ottobre 2012 (data del decreto di archiviazione) perché non ancora procedibili in mancanza di decreto di riapertura delle indagini”. Una “sforbiciata” di circa due anni che era stata accolta con soddisfazione dagli avvocati difensori Carmine Curatolo e d Antonio Piccolo.


Ma la pm Beatrice Ronchi non si è data per vinta e, dopo aver ottenuto la riapertura delle indagini, ha acquisito nuove prove, attingendo non solo dagli atti (in particolare le intercettazioni) contenuti nel procedimento penale rimesso in piedi. Ha infatti attinto anche dalle dichiarazioni di una lunga serie di pentiti di matrice ’ndranghetista (Antonio Valerio, Salvatore Muto, Giuseppe Giglio, Giuseppe Liperoti, Massimo Colosimo) e della mafia sicula (Vito Di Gregorio). E questi collaboratori di giustizia hanno collocato il Grande Aracri “brescellese” ininterrottamente al vertice della cosca operante in Emilia, quindi escludendo l’interruzione dal 2010 al 2012. In tal senso lapidario Valerio: «Dalla ’ndrangheta si esce o con la morte o con la collaborazione con la giustizia».

Con in mano questi elementi, la pm Ronchi ha, quindi, chiesto la revoca della sentenza di non luogo a procedere relativa a quello specifico lasso di tempo contrassegnato dall’accusa di associazione mafiosa.

E ieri il gup Dioguardi – in un’udienza ad hoc – ha accolto la richiesta del magistrato inquirente della Dda di Bologna, rinviando a giudizio Grande Aracri anche per questo periodo di due anni, il che “rimbalza” sul processo Grimilde perché ora si amplia per l’imputato dal 2004 al 2019 l’accusa di associazione mafiosa.

Grande Aracri è da tempo in carcere a Novara e segue il procedimento in videocollegamento. Lapidario l’avvocato difensore Curatolo: «Non condividiamo questa decisione, comunque sapremo difenderci anche su questo ulteriore segmento accusatorio che un anno fa si era decisio di archiviare». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA