Fototrappola immortala un raro falco pescatore

Il falco pescatore ripreso dalla fototrappola

Villa Minozzo, il rapace è stato fotografato dai macchinari di Marco Campari e Umberto Gianferrari su un posatoio lungo il fiume Secchia, nell’atto di tornare dopo una cattura, con tanto di pesce tra gli artigli.

VILLA MINOZZO. Una nuova, straordinaria immagine naturalistica, che amplia ulteriormente la percezione della grande biodiversità sul territorio appenninico, è stata catturata dagli appassionati di fototrappolaggio Marco Campari e Umberto Gianferrari. Le macchine fotografiche automatiche, che si attivano anche di notte alla percezione di un movimento nell’ambito del loro campo visivo, hanno immortalato uno splendido esemplare di falco pescatore, su un posatoio lungo il fiume Secchia, nell’atto di tornare dopo una cattura, con tanto di pesce tra gli artigli.

Un’immagine davvero unica. Il falco pescatore non è affatto comune nelle zone dell’Appennino emiliano. La popolazione mediterranea conta meno di un centinaio di coppie riproduttive distribuite solitamente tra Corsica, isole Baleari, Algeria e Marocco. In Italia dalla fine degli anni ’60 non ha nidificato per molto tempo. Dal 2011 è tornato a nidificare nella Provincia di Grosseto, all’interno delle aree del parco naturale della Maremma e della riserva naturale Diaccia Botrona a Castiglion della Pescaia (2014 e 2015), grazie ad un riuscito intervento di reintroduzione. L’ultima nidificazione del falco pescatore nell’arcipelago Toscano documentata con certezza risale a prima del 1930 all’isola di Montecristo.