La Madonnina del Cusna ancora vittima dei vandali

Sul volto della statua sono stati tracciati segni con un pennarello indelebile. Scritte anche su un’altra immagine votiva. Casotti (Pro loco): «Abbiate rispetto»

VILLA MINOZZO. A tre anni dal precedente atto vandalico, nei giorni scorsi mani sconosciute hanno deciso di “decorare” la statuetta mariana sistemata a oltre duemila metri di altitudine sulla sommità del monte Cusna, la cima più elevata dell’Appennino reggiano e la seconda in regione dopo il Cimone, proprio a fianco della grande croce metallica ben visibile anche a distanza.

Con un pennarello nero indelebile, gli autori hanno disegnato finti lineamenti mascherati sul volto del piccolo monumento dedicato alla Madonna e hanno aggiunto alcune scritte a un’altra immagine votiva presente nella stessa area. Quasi tre anni fa, nel 2018, buona parte della statua era stata colorata con una vernice rossa, un lavoro paziente e preciso che aveva richiesto diverso tempo e di cui non è mai stato rintracciato il responsabile.


All’epoca, una voce mai confermata era quella della “matrice politica”. Ora arriva una nuova segnalazione, notata da alcuni abitanti della zona che – durante una camminata sulla vetta – hanno visto i segni sul viso e hanno scattato alcune foto. Per ora non si hanno notizie su testimonianze o altri elementi che possano far capire chi sia l’autore, in questo periodo di riaperture e di bel tempo il Cusna è piuttosto frequentato ma, muovendosi soprattutto in certi orari, non è impossibile ritrovarsi da soli vicini alla croce.

A denunciare l’accaduto è un abitante di Febbio, Mattia Casotti, impegnato attivamente nella Pro Loco e nelle attività portate avanti dai residenti sul territorio.

«Ci risiamo. Sembra quasi che stia diventando un gesto di “sfida”. Ma mi domando quale sia la sfida da lanciare. Cosa porta un individuo a continuare a compiere gesti simili? Parliamo di un simbolo che ha un valore morale immenso per tutte le genti del Cusna, e per i tanti turisti che lo calpestano ogni anno», commenta amaramente su Facebook ricordando anche gli episodi del passato.

«Se si è arrabbiati con il mondo, se non si riesce a trovare un senso alle proprie giornate, io mi chiedo quale sia il senso sotteso a un gesto simile. Uno sfogo rabbioso verso una cosa immacolata, quasi resa ancor più lucida dalla neve e dai ghiacci invernali, che dona un viso candido e una speranza per tutta la Valle. Ho visto più volte osservarla e ammirarne la bellezza anche da persone che non credono nemmeno» dice ancora. Per questo, conclude Casotti, «mi stupisco ogni volta della cattiveria e della rabbia che un individuo deve provare per compiere questo gesto, magari venendo da lontano. Un appello mi sento di farlo, prego chiunque salga in cima di avere rispetto di Croce e Madonnina. Sono un punto di riferimento per tutti, credenti, atei e laici. Chi ha a cuore quella cima, che voi vogliate averne rispetto o no, non si stancherà mai di porre rimedio alle vostre idiozie». —


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