Cittadini in strada per la via Emilia bis: «La strada più trafficata, e dimenticata»

I cittadini di Calerno in strada per chiedere la realizzazione della via Emilia bis.

Reggio Emilia, a Cella e Calerno due manifestazioni con lo stesso obiettivo: «Realizzare al più presto la variante alla statale»

REGGIO EMILIA. «La più trafficata, la più dimenticata». «Adesso tocca a noi». «Subito la variante». Una sfilza di striscioni, centinaia di volantini distribuiti e due manifestazioni organizzate per lo stesso motivo: chiedere – con forza – la via Emilia bis. Ieri mattina l’associazione Mattone su Mattone e il comitato che riunisce i cittadini di Cella, Gaida e Cadè stanchi non solo del traffico e dell’inquinamento della via Emilia ma anche dell’insufficiente sicurezza che la caratterizza, si sono trovati sotto il sovrappasso di Cella.

Poco più avanti, a Calerno, anche i cittadini della frazione di Sant’Ilario sono scesi in strada per chiedere la realizzazione della variante.A Cella i cittadini, che si erano già mobilitati lo scorso sabato, hanno esposto striscioni e consegnato agli automobilisti di passaggio volantini e opuscoli informativi sulla via Emilia. Il comitato è nato nel dicembre scorso, sull’onda emotiva del terribile incidente costato la vita a Youness Lakhdar, il ragazzino di 12 anni investito e ucciso da un furgone sulla via Emilia, a Cella, mentre rientrava a casa dopo la scuola. A partire dalla manifestazione dell’anno scorso, in ricordo di tutte le vittime della via Emilia, l’associazione “Mattone su mattone” e il comitato hanno iniziato una battaglia per ottenere maggiore sicurezza per le frazioni, divise in due dalla trafficata strada statale, con tempi di percorrenza lumaca e con una cartellonistica rimasta immutata negli ultimi cinquant’anni.

cittadini di Cella, Gaida e Cadè si sono trovati di nuovo a manifestare


Le manifestazioni hanno già dato i loro frutti, in quanto verrà realizzato dal Comune di Reggio il pacchetto sicurezza proposto dal comitato lungo l’asse delle tre frazioni: l’installazione di una centralina Arpa per monitorare la qualità dell’aria, un autovelox, la sistemazione delle fermate dei bus, il posizionamento di un semaforo a Cella e la messa in sicurezza di tutti gli attraversamenti pedonali con un’adeguata illuminazione.Ma ora la battaglia è sulla variante, soprattutto perché, «quando sarà pronto il nuovo tratto San Prospero-Corte Tegge, il traffico si riverserà ancora più drammaticamente dentro le frazioni di Cella, Cadè e Gaida. L’unica soluzione è proseguire con i lavori, una volta aperto il cantiere per la tangenziale nei prossimi anni, e terminare l’opera fino ai confini del comune di Reggio».

La battaglia è condivisa dai cittadini di Calerno: «La via Emilia – spiega Alberto Iotti, capogruppo di Alternativa Civica – è la più trafficata e la più dimenticata. Negli anni sono state realizzate numerose varianti nei centri della Val d’Enza, tranne che sulla via Emilia, la strada più invasiva del territorio».“Adesso tocca a noi”, si legge su uno striscione. Ieri l’attenzione è stata portata sul traffico pesante, coi cittadini di Calerno che sottolineano che «la frazione è attraversata da sette milioni di veicoli ogni anno, i mezzi pesanti sono quasi 500.000: una situazione intollerabile, che deve cambiare in tempi rapidi. Stiamo parlando di un tratto di strada a due corsie di 2,9 chilometri, che unisce due strade provinciali: come fanno gli enti locali a tirarsi fuori da un’opera meno costosa di tante varianti realizzate in Val d’Enza?».