Trovata un’aquila reale ferita a un’ala I raggi rivelano: qualcuno le ha sparato

Indagini dei Forestali  a San Giovanni di Querciola  L’esemplare, un maschio,  è stato accolto al Cras Rifugio Matildico

Elisa Pederzoli

VIANO. Un giovane esemplare di aquila reale è stato rinvenuto a terra nella zona di San Giovanni di Querciola. Era ferito. E le lastre a cui è stato sottoposto il rapace non lasciano dubbi: qualcuno gli ha sparato. Un episodio gravissimo, sul quale stanno indagando i carabinieri forestali.


Il rinvenimento risale a qualche giorno fa. Una persona ha trovato a terra l’aquila, che presentava una ferita a un’ala. Immediatamente è stato allertato il Rifugio Matildico di Caverzana di San Polo. Il responsabile Ivano Chiapponi ha provveduto al recupero dell’esemplare e lo ha portato al centro per la cura degli animali selvatici di cui è il fondatore.

I primi controlli, ma soprattutto i raggi a cui è stata sottoposta, non hanno lasciato dubbi: le lastre mostrano chiaramente diversi pallini.

Chi è stato? È la domanda alla quale i carabinieri forestali ora cercheranno di rispondere. Non è superfluo sottolineare che si tratta di un animale a rischio di estinzione, e in quanto tale protetto. Attualmente, l’aquila ferita è sottoposta a tutte le cure necessarie al Rifugio Matildico. È stata fortunata, e il veterinario è ottimista circa la sua ripresa. Per il centro di recupero degli animali selvatici, si tratta della prima aquila ospitata. E l’attenzione è tanta: tutti sperano che riesca non solo a guarire, ma a recuperare al cento per cento, in modo da poter tornare a volare libera nella natura.

La presenza dell’aquila reale è un fatto certo per quanto riguarda la parte più alta dell’Appennino. Dalle parti di Ligonchio, in particolare, i pochissimi esemplari e la nidificazione sono osservate da tempo. Con ogni probabilità il maschio si è spostato verso San Giovanni di Querciola a caccia di prede, forse per nutrire i piccoli ancora nel nido. Ora la femmina potrebbe trovarsi in seria difficoltà a provvedere da sola a loro.

La zona del Vianese non è purtroppo nuova ad atti di bracconaggio. Soltanto pochi giorni fa, nella boscaglia a lato di un sentiero sterrato, in località Le Castagne, che porta dal Lago del Tasso a Case Maseroli, sempre nella frazione di San Giovanni di Querciola, un cane a passeggio è rimasto intrappolato in un laccio. Messo apposta contro i lupi. —

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