Il fratello di Samar: «Lo zio aveva la pala: volevo raggiungerlo ma mi cacciò via»

Il giovane dalla finestra vide quando i genitori portarono la ragazza via: per chi indaga la consegnarono nelle mani del parente accusato dell'omicidio

NOVELLARA. Degli ultimi giorni di Saman Abbas a Novellara restano i filmati registrati dal sistema di sorveglianza dell’azienda agricola di via Cristoforo Colombo: l’ultimo, intorno alla mezzanotte tra il 30 aprile e il primo maggio, che immortala anche la 18enne, e quello del 29 aprile, che mostra lo zio con una pala e i due cugini recarsi nei campi in un orario insolito per pensare a un lavoro (in alto i frame del video).

Sono certamente due punti fermi tra gli elementi in mano alla procura, sottolineati anche dall’ordinanza di arresto firmata dal giudice Luca Ramponi. A cui le prime dichiarazioni del fratello della ragazza – sentito come persona informata sui fatti, in attesa dell’incidente probatorio come testimone – hanno dato conferme importanti.


Alle 19.33 del 29 aprile scorso una delle due telecamere dell’azienda agricola inquadra tre uomini attraversare il piazzale davanti alla cascina. Uno di loro è lo zio Danish Hasnain, e ha in mano una pala. Gli altri due sono i cugini Ikram Ijaz e Nomanulhaq Nomanulhaq. Cosa stanno andando a fare quando si addentrano con quello e altri attrezzi lungo il sentiero che costeggia le serre? Non un lavoro ordinato da Ivan Bartoli, hanno accertato i carabinieri dopo aver sentito il datore di lavoro. Anche perché l’orario di lavoro finisce almeno un’ora prima.

Il fratello di Saman ha raccontato di aver visto i tre uscire di casa. E di aver anche tentato di seguire lo zio, pronto a dargli una mano, pensando che si trattasse di lavori nei campi. Ma lo zio gli avrebbe ordinato di ritornare indietro e di andare a casa.

I tre uomini hanno fatto ritorno molto più tardi, oltre due ore dopo. Per chi indaga, questo lavoro notturno ha a che fare con la sparizione di Saman. Sono andati a preparare il luogo in cui è stata uccisa e sepolta? I carabinieri e la procura lo pensano. Tanto è vero che proprio nell’area davanti, accanto e dietro l’azienda agricola da oltre un mese stanno concentrando le ricerche del corpo della ragazza.

L’altro video è quello che immortala per l’ultima volta Saman, accompagnata dai genitori verso la campagna. Secondo quanto hanno potuto ricostruire i carabinieri, lo zio sarebbe arrivato da dietro proprio per non farsi riprendere dalle telecamere. E a lui la ragazza sarebbe stata consegnata dai genitori.

Quello che stava accedendo fuori di casa, il 16enne lo ha visto dalla finestra del piano terra. Se non altro questo passaggio della giovane, compreso il ritorno del genitori con lo zaino che la ragazza indossava quando è uscita di casa: quello stesso zaino che aveva preparato dopo l’ennesima lite pronta ad andare via, finalmente. Il ragazzo ha raccontato che il padre era scosso, avrebbe pianto, una volta arrivato a casa. Cosa è successo davvero alla sorella il giovane non lo ha visto con i suoi occhi, ma ha riferito che anche lo zio aveva pianto una volta tornato a casa. E di aver chiesto a Danish dove fosse il corpo di Saman, perché voleva abbracciarla un’ultima volta; gli avrebbe detto non poterlo dire.

I due si sono allontanati insieme da Novellara verso il confine con la Francia, dove poi il ragazzo è stato fermato ai controlli. I genitori erano già partiti alla volta del Pakistan in fretta, senza dare spiegazioni. Pronti solo ad allontanarsi il più in fretta possibile dall’Italia e da quanto accaduto a Saman. Senza, però, portare con sé il figlio più piccolo. Ma lasciandolo insieme a quello zio che, dice di temere e che gli aveva intimato di non dire niente della fine che ha fatto Saman, altrimenti lo avrebbe ucciso. —

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