Saman non si trova, ecco il video che accusa di omicidio tre uomini con la "pala"

NOVELLARA Tre fotogrammi sono al centro dell'indagine sul presunto omicidio di Saman Abbas, per il quale la procura di Reggio Emilia ora ipotizza che sia stato premeditato. Immagini della videosorveglianza che hanno immortalato tre persone – lo zio di Saman e due cugini, con due pale e un secchio, con un sacchetto azzurro e un piede di porco – dirette verso i campi sul retro della casa di Novellara, la sera del 29 aprile scorso, per rientrare circa dopo due ore e mezza. I fotogrammi sono agli atti dell’inchiesta per omicidio condotta dalla Procura di Reggio Emilia, sul caso di Saman, 18enne scomparsa da circa un mese dalla Bassa Reggiana.

Saman non si trova, ecco il video che accusa di omicidio tre uomini con la "pala"

IMMAGINI CHIAVE Le immagini, diffuse oggi dagli investigatori, hanno portato gli inquirenti ad indagare per omicidio e non solo per sequestro di persona, reato per il quale era stato inizialmente aperto il fascicolo. La ragazza, si era opposta a nozze islamiche combinate. Il padre e la madre di 43 e 46 anni erano stati denunciati a gennaio dai carabinieri per costrizione o induzione al matrimonio: cercarono di far sposare la figlia, all’epoca minorenne, con un cugino connazionale.

OMICIDIO PREMEDITATO La Procura che coordina le indagini condotte dai carabinieri aveva subito predisposto un piano di ricerca dei tre fuggitivi e ha cercato anche il corpo della giovane nelle immediate vicinanze della sua abitazione, anche mediante lo svuotamento dei canali di irrigazione. Sono stati impegnate anche le squadre cinofile e i vigili del fuoco ma al momento non è stato ancora rinvenuto nulla.

Poi, dopo i primi accertamenti, la posizione dei famigliari di Saman si è aggravata. All'accusa di omicidio si è aggiunta quella della premeditazione, come affermato durante la conferenza stampa avvenuta in procura alla presenza del procuratore reggente Isabella Chiesi, del sostituto procuratore Laura Galli e del colonnello dei carabinieri Stefano Bove. La famiglia di Saman è rientrata in Pakistan facendo perdere le proprie tracce. Questo tramite l'acquisto dei biglietti aerei avvneuto il 26 aprile, tre giorni prima della scomparsa della ragazza. Fatto che fa propendere per un omicidio pianificato con i genitori di Saman ed eseguito poi dallo zio e dai cugini.

Il procuratore reggente Isabella Chiesi, la pm Laura Galli e il colonnello dei carabinieri Stefano Bove

LA TRAPPOLA  Inoltre, secondo gli investigatori, la ragazza sarebbe stata attirata in casa con un probabile escamotage. Il matrimonio, programmato nel paese straniero e rifiutato dalla giovane, saltò infatti grazie all’intervento dei servizi sociali e delle forze dell’ordine. La minore così fu affidata a una struttura protetta ma una volta maggiorenne lei stesse decise di tornare nella sua casa di Novellara. A convincerla devono essere stati i famigliari, probabilmente con la promessa di una risoluzione pacifica della questione. Ora, invece, si propende per l'ipotesi dell'omicidio premeditato.

Della ragazza si sono perse le tracce da qualche settimana, quando i militari, andati nella sua abitazione per la notifica di un atto, non hanno trovato nessuno.

I suoi genitori siano tornati quindi in Pakistan. Ma la ragazza è sparita: a insospettire gli inquirenti, che indagano per omicidio, è stata la mancata denuncia di scomparsa.