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Tutta la famiglia temeva lo zio. Il padre in lacrime, quasi sviene

Saman e lo zio della ragazza, Hasnain Danish: per chi indaga è l’esecutore materiale del delitto

Nel racconto del fratello di Saman agli inquirenti anche il sospetto dello strangolamento della giovane

NOVELLARA. Che nella notte fra il 30 aprile e il primo maggio scorso sia accaduto qualcosa di terribile alla giovane Saman Abbas lo si deduce da alcune rivelazioni del fratello 16enne, già fatte agli inquirenti. Sono le parole di un ragazzo terrorizzato (ha paura dello zio Danish Hasnain, violento ed integralista) e sotto shock per il crudo evolversi della situazione familiare, con scenario l’abitazione e l’azienda agricola “Le valli” a Novellara, dove i pakistani lavorano la terra.

Il minorenne descrive lo zio 33enne come un freddo pianificatore che nei due giorni precedenti la tragica notte s’incarica pure di comprare i biglietti aerei per i due genitori di Saman, con tanto di alibi fornito, cioè il partire in fretta e furia perché una parente effettivamente sta male. E, sempre secondo il racconto del 16enne, nella notte-chiave lo zio si muove con attenzione perché sa dove sono le telecamere, agisce deciso nei confronti di Saman, facendo però allontanare («Ora andate in casa, ora ci penso io») la madre e il padre, consegnando solo a quest’ultimo, in un momento successivo, lo zaino color avorio della figlia (l’aveva sulle spalle quando è uscita di casa con i genitori, come mostrano le immagini). Da brivido poi la narrazione del rientro a casa dei tre adulti. Tutto avviene sotto gli occhi del minorenne.


Il padre che si sente male e piange per le sorti della figlia, ma al tempo stesso non può permettersi pentimenti con i carabinieri, perché ritiene Danish capace di sterminare la famiglia per vendetta. Ed è anche troppo tardi, perché i genitori si erano affidati al parente per mettere fine ad una situazione (la figlia che rifiuta il matrimonio combinato e vuole farsi una sua vita con la persona amata, andandosene da casa) che sul piano etico-religioso (sono musulmani) non accettano.

Poi l’allucinante ritorno in scena di questo zio di cui tutti in famiglia hanno paura. Non ha nulla in mano, e il 16enne deduce che ha ucciso la sorella strangolandola. Ma nei giorni successivi anche quest’uomo ruvido e determinato arriverà a piangere, cercando prima di rincuorare il ragazzo disperato per la sorella, ma minacciandolo contemporaneamente di non dire nulla ai carabinieri, pena la sua morte.

Un cuore duro, perché il minorenne gli chiede di poter abbracciare per l’ultima volta la sorella, ma lo zio non scuce una parola sul luogo dove è stato messo il corpo.

Del 33enne non c’è più traccia dal 9 maggio, quando riesce a sfuggire ad un controllo alla frontiera italo-francese (come del resto il 33enne Nomanulhaq Nomanulaq).

Di lui – difeso d’ufficio dall’avvocatessa Lalla Gherpelli – restano però le confidenze telefoniche ad una donna a lui vicina (la fidanzata?) in cui arriva a parlare in modo inquietante di «un lavoro fatto bene». Inoltre, chi indaga ha accertato che il padre della giovane, Shabbar Abbas, e il 33enne Danish Hasnain hanno avuto non pochi contatti telefonici la notte del 30 aprile. Poi i due telefoni tacciono poco prima di mezzanotte... —

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