«Roberto era un uomo solare. Perdo il compagno di una vita»

Il dolore di Francesca Zangari, moglie del motociclista morto a Carpineti. Già fissato il funerale: si terrà domani alle 15.30 partendo da Coviolo

QUATTRO CASTELLA. «Ho perso il compagno di una vita. Un uomo solare, con un sorriso bellissimo, e sempre disponibile ad aiutare chi ne avesse bisogno. È vero che se ne vanno sempre i migliori...». Cerca di trattenere un dolore più grande di lei Francesca Zangari, moglie di Tommaso Roberto Colosimo, il motociclista di 39 anni morto mercoledì, 2 giugno, a Ca’ del Merlo lungo la statale 63 a Carpineti.

Una tragica fatalità anche per il magistrato che ieri ha rilasciato il nulla osta. Il funerale è già stato fissato: sarà domani, alle 15.30. Da Coviolo a Reggio Emilia per la chiesa di Sant’Anselmo. Quindi l’inumazione a Pieve Modolena.


Per Francesca Zangari e i genitori dell’uomo, il maresciallo dei carabinieri in congedo Vincenzo Colosimo, segretario dell’associazione nazionale carabinieri di Quattro Castella e la moglie Caterina Giovinazzo, sono ore di disperazione e dolore.

Ore nelle quali stanno ricevendo tantissimi messaggi di vicinanza e cordoglio, da parte dei molti amici del 39enne, colleghi ed ex colleghi; anche del padre Vincenzo. Tutta l’Arma si stringe alla famiglia.

Due intere comunità sono nel lutto, quella castellese dove l’uomo viveva con la moglie e Pepe, il loro cagnolino, a Montecavolo, e dove il padre del 39enne è impegnato da anni nel sociale e nel volontariato, tanto da meritare profonda stima e gratitudine da parte di tutti; e quella di Cirò Marina, in provincia di Crotone, dove la famiglia Colosimo è altrettanto conosciuta e stimata.

Nella città calabrese d’origine, Roberto e Francesca si sono conosciuti quando avevano sei anni, dai banchi di scuola, alle elementari. «Ci siamo separati solo per un breve periodo, per le medie, poi ci siamo ritrovati nella stessa classe alle superiori – racconta Francesca, fotografa per passione –. E da lì non ci siamo più lasciati. A 18 anni, Roberto, che si stava trasferendo a Reggio con i genitori, ha voluto portarmi con sé. Qui, nel Reggiano, qualche anno dopo, nel 2005 ci siamo sposati: avevo appena ottenuto un contratto in Transcoop...».

I due giovani, allora neodiplomati ragionieri, hanno concretizzato qui il loro progetto di vita, condividendo poi anche il percorso lavorativo, negli ultimi anni passando all’Autotrasporti Mendicino Antonio, associato Transcoop, dove Zangari si occupa di amministrazione, mentre al marito era affidata la gestione dei camion e delle spedizioni.

Un progetto andato in mille pezzi con la tragica frenata sulla strada del ritorno a casa dopo una mattinata in moto per le nostre montagne. —

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