Tornano le consumazioni al banco del bar. La gioia dei clienti: «Respiriamo libertà»

La gioia di bere il caffè al bancone

Riprendono caffè e colazioni nelle sale interne, via libera anche per mangiare dentro i ristoranti: «Un bel passo avanti»

REGGIO EMILIA. Spesso si dice, ed è vero, che non apprezzi davvero qualcosa finché non la perdi. E questo vale anche per dei piccoli gesti, abitudini di vita sociale sempre date per scontate. Come ordinare e bere un caffè al bancone del bar facendo due chiacchiere con i colleghi, o poter pranzare e cenare all’interno di un ristorante in famiglia o fra amici.

Alcuni clienti in un bar reggiano


Pratiche vietate per mesi a causa della pandemia e, finalmente, concesse nuovamente da ieri anche a Reggio Emilia e in regione grazie all’andamento positivo dei contagi. Una novità, o per meglio dire un parziale ritorno alla normalità, accolto con entusiasmo da clienti ed esercenti.

I bar

Quanto la ripresa di vecchie e consolidate abitudini abbia reso elettrica l’aria del centro storico lo si percepiva, ieri mattina, ascoltando i discorsi delle migliaia di reggiani a passeggio in città: “Andiamo a prenderci un caffè? Possiamo berlo dentro al bar!”.

Alessandro Hassad del Caffè del Monte


«La gente è molto felice – conferma Alessandro Hassad del Caffè del Monte, accanto all’hotel Posta –. Finalmente non dobbiamo più dare spiegazioni alle persone o obbligarli a fare una consumazione all’esterno. Quelli che non hanno sempre voglia di stare seduti apprezzano molto e questa mattina il lavoro è molto più fluido del solito. Probabilmente questo periodo e questo clima ha fatto sì che i clienti apprezzassero le distese e oggi, considerando anche il fatto che c’è il mercato, sono piene anche questa mattina».

Gioia confermata anche da una cliente del bar: «Sono felice che ci sia un po’ più di libertà, un po’ per tutti. I commercianti hanno sofferto tanto ed è giusto ripagare anche loro. Cerchiamo tutti di riprendere una vita il più normale possibile, per quanto si possa ovviamente».

Francesco Cavalletti del Pietranera


Soddisfazione si percepisce anche nelle parole di Francesco Cavalletti del bar Pietranera, in via Emilia San Pietro: «La mattinata è andata benissimo, la gente è molto contenta ovviamente. Ci sono moltissimi clienti che non vogliono più sedersi, vogliono prendere tutto al bancone e sono entrate più persone, tutte felici. È positivo anche per noi che dovevamo faticare il doppio del lavoro per portare anche solo un caffè. Mi auguro sia un primo passo verso un ritorno alla normalità, sperando che migliorino le cose».

La frenesia di un lavoro tornato a pieni ritmi è visibile anche qualche centinaio di metri più avanti all’interno e all’esterno del Caffè Tostato, sempre in via Emilia San Pietro, davanti al Credem. Mentre i baristi, affaccendati nel servire ai tavoli e al bancone, non hanno tempo per parlare, i clienti si concedono volentieri a qualche chiacchiera: «Per me il caffè è indispensabile e lo vivi completamente, quel momento di relax, se sei all’interno. Fuori è piacevole ma deve poter essere una scelta sedersi sulle distese. Si respira libertà, è un graduale ritorno alla normalità che porta con sé un inizio di positività, mi sembra bello per tutti».

Positiva, infine, l’impressione di Stefano Gabbi del Caffè Europa, in piazza Prampolini: «Le distese sono piene perché si sta bene fuori, però da oggi finalmente chi vuole può consumare all’interno. E questo è già un passo avanti verso una situazione più normale, dentro sono entrati molti clienti».

I ristoranti

Ma da ieri è arrivato il via libera anche per mangiare nelle sale interne dei ristoranti. Un massimo di quattro persone al tavolo (di più solo se congiunti), un metro di distanza fra persone di tavoli diversi ed estensione dell’orario di apertura fino alle 23.

«Il test vero e proprio ci sarà più avanti – commenta Federico Riccò del gruppo dei Ristoratori Responsabili – ma c’è soddisfazione. Quelli di noi che avevano poco spazio all’esterno recuperano un po’, oltre al fatto che si riesce a gestire meglio il cliente soprattutto in caso di condizioni climatiche avverse. Il vero passo in avanti è però avvenuto per quei ristoratori, e penso soprattutto all’Appennino, che avevano tavoli solo all’interno. Per loro è stata una vera e propria riapertura». —

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