Operazione antidroga a Pieve Modolena, fra gli arrestati anche Alfonso Mendicino

In manette il 46enne calabrese, già condannato in Appello in Aemilia. Sequestrati nel blitz anche circa 14mila euro

REGGIO EMILIA. C’è anche il 46enne di origine calabrese Alfonso Mendicino fra i cinque arrestati a Pieve Modolena nell’operazione antidroga condotta giovedì dai carabinieri di Reggio e Castelnovo Monti, in collaborazione con la sezione narcotici della Squadra Mobile della Questura e della Guardia di Finanza, coordinati dal sostituto procuratore Valentina Salvi.

Condannato in Appello in Aemilia a 6 anni e 8 mesi per estorsione e protagonista nel febbraio scorso di un video diffuso sui social in cui aggrediva un conoscente gettandolo nel Crostolo, Mendicino è stato tratto in arresto insieme a Antonino Modafferi (nato a Reggio Calabria, classe 1980, Granit Veseli (nato in Kosovo classe 1995), Silvia Augenti (nata a Scandale, in provincia di Catanzaro, classe 1975) e alla figlia di quest’ultima Ilaria Olivo (nata a Montecchio, classe 1998).


L’operazione ha portato al sequestro di un chilo di hascisc e 400 grammi di cocaina. E ora le indagini proseguono sulla base degli ulteriori elementi investigativi emersi nel corso dell’inchiesta. I cinque arrestati sono accusate a vario titolo di detenzione e spaccio di stupefacenti. L’operazione è iniziata nelle prime ore di giovedì, quando oltre venti carabinieri hanno dato il via al blitz, che ha avuto come fulcro l’abitazione del 40enne reggino Modafferi, già sottoposto ai domiciliari per precedenti e specifici reati.

Un servizio di osservazione ininterrotto, durante il quale – poco prima di mezzogiorno – i militari hanno notato l’arrivo del giovane kosovaro Veseli, a bordo di una Volkswagen Golf grigia. Il kosovaro si è intrattenuto pochi secondi nell’appartamento di Modafferi, allontanandosi poi precipitosamente a bordo dell’auto. Un atteggiamento che ha destato il sospetto delle forze dell’ordine, che hanno subito ipotizzato di trovarsi nel mezzo di una consegna di un ingente quantitativo di droga. Veseli è stato quindi seguito e, dopo qualche minuto, in territorio modenese, è stato subito fermato. Perquisito, è stato trovato con oltre 7.000 euro in contanti, suddivisi in rotoli avvolti in cellophane, dei quali non ha saputo giustificare la provenienza.

Proprio mentre si procedeva al controllo del kosovaro, nell’abitazione di Modafferi – ancora sottoposta a osservazione da parte delle forze dell’ordine – sono arrivate anche le due donne, madre e figlia 23enne, definite dalle forze dell’ordine «insospettabili». Entrambe, «con analogo sospetto movimento», sono entrate e uscite repentinamente dall’abitazione. Fermate proprio sotto casa di Modafferi, sono state a loro volta immediatamente perquisite e trovate in possesso di 932 grammi di hascisc, suddivisi in 5 involucri, e 313 grammi di cocaina, ripartiti in 6 involucri. A quel punto è scattata la perquisizione anche a casa di Modafferi.

Nell’abitazione, nascosta all’interno di lattine di Coca Cola appositamente modificate, è stata trovata la “rimanenza” del carico ricevuto poco prima dal corriere kosovaro, ovvero 74,4 grammi di cocaina e 100 grammi di hascisc.

Pochi istanti dopo, nel corso delle operazioni di perquisizione e sequestro della droga a carico di Modafferi, a bussare alla porta del 40enne reggino è arrivato anche Mendicino. I carabinieri pertanto hanno proceduto a una perquisizione personale e veicolare anche nei confronti di Mendicino, trovandolo in possesso di ulteriori 7.000 euro in contanti, sequestrati poiché ritenute provento dell’illecita attività di spaccio. Ma le manette nei confronti di quest’ultimo sono scattate anche perché destinatario di decreto di arresto ritardato, emesso nei suoi confronti e nei confronti del complice Modafferi il 26 marzo scorso dalla Procura di Reggio Emilia, a seguito dell’arresto di un tunisino trovato con 53 grammi di cocaina ricevuti proprio dai due arrestati. —

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