Blitz antidroga in una casa a Pieve: i carabinieri arrestano 5 persone

Nei guai quattro calabresi e uno straniero. Sequestrati quattro etti di cocaina e oltre un chilo di hascisc

REGGIO EMILIA. C’è un alone di mistero su un’operazione antidroga che negli ultimi giorni è culminata con l’arresto di cinque persone e con il sequestro di una partita sia di cocaina che di hascisc.

Da quanto filtra si tratterebbe di un’indagine dei carabinieri – coordinati dal sostituto procuratore Valentina Salvi – che va avanti da alcuni mesi e potrebbe trattarsi di un’operazione differita il più possibile, per arrivare a ricostruire una “rete” di spaccio di stupefacenti forse più allargata di quanto apparso nei primi momenti investigativi.


Ma “qualcosa” deve essere accaduto giovedì, visto che i militari hanno rotto gli indugi per poi far scattare le manette. Quindi dopo mesi di intercettazioni ed appostamenti, ecco gli arresti, uno dopo l’altro, con un’abitazione – a Pieve Modolena – al centro dell’azione degli inquirenti. E a far precipitare la situazione potrebbe essere stato l’arrivo e relativo smistamento della droga arrivata in quella casa.

Secondo quanto ricostruito dalla Gazzetta, potrebbe aver alzato – giovedì – la “temperatura” dell’intervento l’arrivo nella mattinata in quell’abitazione di uno straniero (un corriere della droga?) e col passare delle ore si sarebbero messe nei guai altre quattro persone.

Ma chi sono questi cinque arrestati? Quattro sono calabresi: chi vive nella casa di Pieve Modolena (con precedenti penali per droga), poi vi è di mezzo un altro che sarebbe giunto nel pomeriggio fra quelle quattro mura, infine due donne (madre e figlia) bloccate all’uscita dall’abitazione. Il quinto è un kosovaro. E la droga trovata? Si tratterebbe di quasi quattro etti di cocaina e di un chilo abbondante di hascisc.

I cinque arrestati sono stati poi trasferiti nel carcere di Modena. Già smaltita anche la prima “tappa” giudiziaria davanti al gip Andrea Rat.

Degli indagati – videocollegati dalla struttura penitenziaria e tutelati dai propri difensori – ha parlato solo la figlia che vive a Montecchio. Ha voluto discolparsi, facendo capire di essersi trovata nel posto sbagliato e nel momento sbagliato. Al termine, il giudice Rat ha convalidato gli arresti, per poi passare alle misure cautelari. Ha mantenuto in cella a Modena i tre uomini, mentre madre e figlia hanno avuto un destino differente: la prima è ora agli arresti domiciliari, l’altra è stata liberata.

L’indagine, comunque, non sarebbe finita qui. —

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