Il “Re del Po” colto da malore nella capanna in riva al fiume

I vigili del fuoco soccorso Alberto Manotti, il "Re del Po", colto da un malore

Boretto, Alberto Manotti, 78 anni, soccorso da vigili del fuoco e operatori sanitari. L’allarme lanciato da un ragazzo che stava andando sulla spiaggia e lo ha visto

Boretto. È stato provvidenziale l’intervento di un passante per consentire i soccorsi al 78enne Alberto Manotti, conosciuto in tutta la Bassa e non solo come il “Re del Po”. L’uomo è stato trovato privo di sensi nella sua capanna, che si raggiunge percorrendo il sentiero dietro al ristorante e all’albergo “Al ponte”, da un giovane di Viadana che si stava recando sulla spiaggia del Po per trascorrere qualche momento di tranquillità. Il ragazzo, volgendo lo sguardo in alto verso la capanna, ha scorto la figura di Manotti rannicchiata contro una trave di legno, immobile, e ha allertato i soccorsi.

Alberto Manotti, 78 anni, il Re del Po


Un’altra persona, che si trovava nelle vicinanze in compagnia del proprio cane, ha poi provveduto ad adagiare l’anziano sul pavimento della capanna e a bagnargli le labbra, in quanto risultava visibilmente disidratato: un aspetto, questo, che fa ipotizzare che Manotti si trovasse in quello stato già da diverso tempo.Nel frattempo, sul posto sono giunti i volontari di un’ambulanza della Croce Azzurra di Poviglio – assieme al personale dell’automedica dell’ospedale di Guastalla – unitamente a due squadre di vigili del fuoco provenienti da Guastalla e Viadana e ai carabinieri di Boretto.



Le operazioni di soccorso a Manotti non sono state semplici, in quanto i pompieri, per raggiungerlo, hanno dovuto impiegare la scala a mo’ di passerella, in quanto la capanna – posta a circa tre metri d’altezza – non forniva appigli “regolari”. Gli operatori sanitari hanno poi provveduto a stabilizzare il paziente e a collocarlo sulla barella, fornendogli una maschera per l’ossigeno, per poi trasportarlo d’urgenza all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. L’uomo è rimasto sempre cosciente durante le operazioni, ma lamentava diversi dolori, in particolare agli arti superiori.

Da quanto è stato possibile ricostruire, Manotti – che si trovava sulla capanna per svolgere qualche lavoro, probabilmente con del legno – è caduto a seguito di un malore, e fondamentale è stato l’intervento dei soccorritori che si trovavano a passare di lì. Qui, in quella che ama definire “Isola di Pan”, Manotti è sempre all’opera e costruisce sempre più attrazioni fatte con materie naturali, con l’obiettivo di far divertire i bambini che vi si avvicinano. Oltre a quella costruita sugli alberi, celebre è – nell’immaginario collettivo – la capanna che per anni costruiva sulla spiaggia, e che puntualmente, con l’arrivo della piena, il Po gli portava via, senza però mai farlo desistere dall’edificarne un’altra.

È stato lui stesso ad autobattezzarsi il “Re del Po”, e vive da sempre in simbiosi con il fiume, di cui è un gran cultore e appassionato, tanto da trascorrere sulle sue rive gran parte della giornata.Operaio in una fabbrica di mobili e per anni custode del locale campo sportivo, fin dagli anni ’70 ha realizzato nel greto del Po baracche e costruzioni, incastrando e inchiodando tronchi e rami recuperati sulle rive. Personaggio storico e pittoresco del paese (classe 1942), qualche anno fa salì alla ribalta nazionale grazie al documentario di Elena Fieni “Visibile... Invisibile: un re racconta il suo regno” e ai diari del giornalista Paolo Rumiz pubblicati su Repubblica. In tanti, ieri pomeriggio, durante una passeggiata lungo la pista ciclabile, si sono fermati, incuriositi dai tanti mezzi di soccorso. Ora le sue condizioni, visto anche il quadro generale della sua salute, sono serie.