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Autodichiarazioni e aiuti ai tempi del Covid, Comune e Fiamme gialle contro i “furbetti”

L’obiettivo è controllare le dichiarazioni che danno diritto a usufruire di prestazioni sociali e servizi pubblici in forma agevolata

REGGIO EMILIA. Il fiume di aiuti e sussidi erogati dal Comune di Reggio Emilia nell’anno del Covid finirà sotto la lente d’ingrandimento delle Fiamme gialle tramite uno screening “stretta” sulle dichiarazioni Isee.

È stato siglato ieri mattina un protocollo d’intesa della durata di due anni (rinnovabile) tra Comune di Reggio Emilia e guardia di finanza per rafforzare il sistema di prevenzione e controllo delle dichiarazioni che danno diritto a usufruire di prestazioni sociali e servizi pubblici in forma agevolata.


In realtà un protocollo del genere esisteva già, ma è scaduto nel 2017 e non è stato rinnovato.

Nel frattempo l’uragano Covid non solo ha paralizzato l’opera di verifica sulle richieste piovute per poter usufruire delle nuove forme di sovvenzioni approntate in fretta durante il lockdown, ma ha pure fatto deflagrare le richieste di aiuto da parte di famiglie in precedenza sconosciute ai servizi.

«Con l’emergenza sanitaria ed economica si è allargato il ventaglio dei benefici concessi dagli enti locali: contributi per l’affitto o casa popolare (è stata la voce già importante), buoni alimentari, servizi alla persona (bambini e anziani), disabilità. Servizi già in essere in precedenza che prevedono una serie di requisiti e una graduatoria, ma anche sussidi novità resi necessari dalla pandemia per i quali bastava una semplice autocertificazione – spiega il sindaco Luca Vecchi –. Si è ampliata in modo considerevole la platea di percettori: ad esempio nell’ultimo anno l’amministrazione comunale ha distribuito oltre 7mila buoni alimentari, intercettando duemila persone mai raggiunte in precedenza».

Questo per dare un’idea del balzo che hanno fatto registrare gli aiuti a pioggia.

«L’obiettivo dell’accordo e dello scambio di informazioni è quello di garantire maggior equità e trasparenza nell’accesso ai servizi ed evitare che potenziali “furbetti” possano sottrarre il posto a chi ha reale necessità di aiuto o chiedere sconti per tariffe che in realtà sono in grado di pagare per intero o per quote maggiori, ad esempio attraverso l’Isee».

L’Isee (l’indicatore della situazione economica equivalente) come strumento principe e arma a doppio taglio per incastrare i furbetti, come è accaduto per il reddito di cittadinanza?

«Il reddito di cittadinanza è solo un aspetto nella prevenzione contro gli abusi fiscali nei confronti dello Stato, sui quali l’attenzione è alta. Il reddito di cittadinanza continua a essere monitorato dai miei uomini, ma in quel caso l’ente di riferimento è l’Inps: il protocollo con il Comune riguarderà esclusivamente i benefici concessi dall’ente locale – precisa il colonnello Edoardo Moro, comandante della guardia di finanza di Reggio –. Il meccanismo tuttavia è il medesimo: grazie all’analisi del flusso informatico dei dati Isee di coloro che hanno goduto del sussidio sociale (ogni pratica è indicata con un numero, per tutelare la privacy) noi finanzieri potremo incrociare gli elementi, riscontrare irregolarità e, in tal caso, subito segnalare al Comune i casi non conformi, per la sospensione immediata dell’erogazione, senza attendere l’iter burocratico. Da notare che colui che ha percepito indebitamente la somma non solo dovrà in seguito restituirla, ma secondo la legge italiana può essere ritenuto responsabile del reato penale di danno erariale se la cifra supera la soglia dei 3.900 euro e, nei casi più gravi, perfino di truffa ai danni dello Stato».

Le irregolarità più ricorrenti, secondo il colonnello, consistono «nell’allargamento del nucleo familiare o dei familiari a carico, nell’omissione di un lavoro ritrovato oppure di finte separazioni per godere della riduzione della tariffa per l’asilo nido».

Il colonnello Moro sottolinea come il protocollo di collaborazione sia stato aggiornato rispetto alla normativa attuale. «In questa versione la città capoluogo è apripista – conclude il comandante delle Fiamme gialle –. Entro l’estate lo proporremo nei Comuni più popolosi come Guastalla, Correggio e Scandiano». —

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