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Braccio di ferro legale per una ragazzina contesa dai genitori

Il padre ha chiesto e ottenuto l’affidamento esclusivo. L’appello della madre: «Non vedo mia figlia da tre anni»

CASTELLARANO. «Da tre anni non riesco a vedere mia figlia». Questo il grido di dolore di una mamma del distretto ceramico che è stata separata da sua figlia, ora adolescente, per la quale l’ex compagno ha richiesto l’affidamento. La vicenda riguarda in particolare la zona tra Castellarano e Sassuolo.

La madre della ragazza, assistita dall’avvocato Alessio Anceschi, è intenzionata ad andare in fondo per potere rivedere sua figlia che, fino a tre anni fa, aveva sempre vissuto insieme a lei.


Facciamo un passo indietro. La coppia si è separata quando la bimba era piccola. La bambina è cresciuta con la madre, di origine straniera, ed entrambe vivevano in una casa di proprietà del padre. La figlia ha seguito le orme della madre con una carriera che ha offerto l’opportunità a entrambe di cambiare regione per frequentare una scuola molto affermata nella disciplina in cui sono specializzate; la madre come insegnante, la figlia come allieva.

Una volta trasferite, sono iniziati i contrasti tra madre e figlia. Quest’ultima voleva rimanere lì. Il padre, in quel frangente, ha sporto denuncia per maltrattamenti verso la madre e ha chiesto l’affidamento esclusivo.

Sempre il padre è andato a prendere la bambina due giorni prima che alla madre venisse notificato il ricorso e l’ha riportata qui. «La madre è esasperata perché le hanno sottratto la figlia – spiega l’avvocato Alessio Anceschi –. Abbiamo presentato denuncia per sottrazione di minore. Da allora, tre anni fa, alla madre è stato impedito di vedere in tutti i modi la bambina e persino di parlarle per telefono. Sono stati coinvolti i servizi sociali e il Tribunale dei minori di Bologna , che ha affidato in via provvisoria la bimba ai servizi».

Parallelamente, nella regione in cui le due si erano trasferite va avanti la causa per l’affidamento al padre. Qui, in primo grado, è stata data ragione alla madre, ma il provvedimento non è stato rispettato – prosegue il legale che assiste la madre della bambina –. La controparte ha fatto reclamo, ma era previsto che la madre potesse vedere la bambina».

Numerose le denunce per sottrazione di minore. «Nell’ambito del procedimento per maltrattamenti – continua l’avvocato Alessio Anceschi – doveva essere sentita la bambina, ma non lo è stata, mentre la madre non sa neanche in che scuola vada la figlia. In più, la mia assistita ha trovato cambiata la serratura, e la stessa abitazione è stata affittata».

«Abbiamo sollecitato anche i servizi sociali perché la figlia potesse vedere la madre. Inizialmente è stata fatta resistenza, finché è arrivato un provvedimento che dice che il Tribunale dei minori non era competente e quindi nemmeno i servizi sociali. Ma di fatto – conclude l’avvocato Alessio Anceschi – è stata affidata loro per tutto questo tempo». —

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