Nasce la denominazione di origine comunale. L'appello del Comune: inviateci le ricette

Nel registro saranno inseriti i prodotti storici come cappelletti e acqua d’orcio, ma anche fiere e manifestazioni 

REGGIO EMILIA. I cappelletti e l’acqua d’orcio, la storica bevanda rinfrescante reggiana, saranno tra i primi prodotti che si fregeranno del marchio DeC.O, denominazione origine comunale, istituito ieri in Sala Tricolore. E non a caso la prima associazione a dare il via alla richiesta per la DeC.O è stata l’associazione “Il cappelletto reggiano”.

Contestualmente è stato istituito anche il registro delle fiere, mostre e manifestazioni di particolare rilievo che potranno utilizzare il marchio. La DeC.O è la certificazione attribuita con un marchio e un registro che lega uno specifico prodotto locale al proprio territorio. Un marchio che potrà essere utilizzato da aziende e ristoratori sui propri prodotti. Si tratta quindi non solo di una operazione di recupero della nostra cultura e tradizione ma anche di uno strumento di marketing territoriale e turistico, che permetterà ai prodotti reggiani di essere valorizzati e riconoscibili sul mercato. La decisione del consiglio apre la possibilità alle associazioni, ma anche ai singoli cittadini, di proporre alla commissione esaminatrice le proprie ricette. Alla fine sarà il disciplinare a definire a quali prodotti sarà assegnato il bollino DeC.O.


Dopo il voto di ieri si aprirà quindi una fase di consultazione con la città, con i cittadini e le aziende reggiane che potranno proporre prodotti agroalimentari locali e rispettive ricette. Se il giudizio sarà positivo, sarà stilato un disciplinare che illustrerà ingredienti e metodi di produzione, e il prodotto verrà inserito in un registro pubblicato sul sito del Comune.

Nel presentare la delibera l’assessora Mariafrancesca Sidoli, ha sottolineato che «il marchio contribuirà in maniera concreta allo sviluppo del settore enogastronomico reggiano, con risvolti positivi e opportunità anche per la promozione del nostro territorio, riconoscendo l’importanza storica, culturale e sociale delle nostre principali specialità. Stiamo lavorando a un simbolo grafico che si affianchi al marchio e che possa identificare il brand Reggio al di là dei confini provinciali, supportando il nostro comparto economico».

A valutare prodotti, preparazione e il relativo disciplinare sarà una commissione tecnica, composta da esponenti delle associazioni di categoria coinvolte. Da quelle agricole (Cia, Coldiretti, Confagricoltura) a quelle del commercio (Lapam, Confcommercio, Confesercenti, Cna), Camera di commercio e Crpa, mentre i controlli saranno affidati ad Ausl e polizia locale. Per la certificazione DeC.O è nata anche la collaborazione con l’Università di Modena e Reggio, per tirocini formativi finalizzati alla ricerca di laureandi del dipartimento di Scienze della vita di Unimore.

Dopo che il prodotto avrà ottenuto il marchio DeC.O, le imprese e i ristoranti che lo confezionano e utilizzano potranno chiedere di usare il marchio per la propria produzione, presentando il relativo disciplinare. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA