«Riccardo solare e gioioso. Ora tu vivi in tutti noi»

In un prato di via Fazzano l’addio al 18enne travolto e ucciso alla festa di nozze. Messaggi di affetto dai compagni del liceo Corso e da una professoressa

CORREGGIO. Un addio sotto il sole di maggio, tra il fruscio del vento e le parole d’affetto e riconoscenza pronunciate dai compagni di classe e dalla professoressa d’italiano, Simona Biscione. È stato salutato così Riccardo Bellopede, il 18enne morto nell’incidente di venerdì scorso a Magreta di Formigine (Modena), travolto da un furgone Doblò alla festa di nozze del suo più caro amico.

In un silenzio surreale, con i partecipanti che attendevano l’arrivo del carro funebre da Modena, si sono svolti nel primo pomeriggio di ieri i funerali di Riccardo – “Bello” per gli amici – la cui giovane vita è stata spezzata in un giorno che doveva essere per tutti di gioia e che invece si è trasformato in una manciata di secondi in tragedia. E tutto per evitare un gavettone, unito alla tragica fatalità di trovarsi su una strada proprio nell’istante in cui stava transitando il veicolo.


Nell’area verde di via Fazzano si sono così ritrovati a piangere Riccardo i genitori, papà Luigi e mamma Anna Maria, il nonno Giovanni, gli sposi Michel e Goda, zii, cugini, amici. Il carro funebre è entrato nel vialetto e gli addetti delle onoranze funebri Cabassi hanno portato la bara bianca coperta di rose bianche su uno spiazzo coperto da un tappeto. Accanto alla bara, tre sedie dove si sono seduti distrutti dal dolore i genitori e il nonno. Dietro di loro i parenti e la comunità dei Testimoni di Geova.

Su un lato del prato i compagni di scuola di Riccardo, che hanno letto i loro messaggi. «I ricordi di tutti i bei momenti passati insieme non ci lasceranno mai – ha detto uno di loro – Siamo cresciuti al tuo fianco in questi cinque anni di liceo, ma tu sei senza dubbio quello che è maturato di più restando comunque quel ragazzo spensierato e solare che era in prima e che nei giorni più pesanti rallegrava tutti con le sue battute e i suoi scherzi. Caro “Bello” sappi che continueremo a ridere e a scherzare anche per te che ora vivi in tutti noi. La classe non sarà più la stessa senza il tuo viso e la tua voce. È surreale pensare che non entrerai più di quella porta». Un’altra compagna di classe, con la voce rotta dal pianto ha aggiunto: «“Bello” era molto di più di un compagno di classe. Era un vero e proprio amico, sempre pronto a far sorridere tutti. Era l’anima della classe e quando era assente c’era un clima silenzioso. Voleva fare l’eroe e offrirsi nelle interrogazioni. Non si abbatteva mai davanti a nulla. Quando voleva qualcosa non si arrendeva mai, come quella volta che a tutti i costi voleva diventare rappresentante di classe e ha promesso che avrebbe offerto la merenda a tutti quelli che lo avrebbero votato. Davanti al cibo nessuno ha saputo resistere e “Bello” è stato eletto. Vogliamo ricordarlo come una persona solare, genuina e buona. Era il più piccolo di noi. Lo abbiamo considerato come un fratello minore».

Infine, il messaggio della professoressa Simona Biscione, commossa, a nome della dirigente scolastica e dei docenti: «Il nostro primo pensiero è per te, Riccardo, per la brusca interruzione del tuo percorso di vita. Siamo certi che continueremo a percepire la tua gioiosa e scanzonata presenza. Il sorriso e l’allegria di chi scompare non svaniscono. Sono un prezioso lascito e un potente antidoto alla tristezza. A noi non sono sfuggiti i tuoi modi un po’ buffi e adorabilmente maldestri nel chiedere con insistenza il numero dell’esercizio di matematica senza il quale a nulla sarebbero valsi i tuoi sforzi per risolverlo o gli scongiuri perché non ti venisse chiesto l’unico argomento che non avevi studiato». «Il secondo pensiero – ha aggiunto – è per i tuoi genitori e i tuoi parenti che devono misurarsi con il più inconsolabile dei dolori e avranno il difficile compito di onorare tutti i giorni la tua memoria non come un fiore appassito, ma trapiantato toccato da un altra mano altrettanto amorevole e accogliente. L’ultimo pensiero è per i tuoi compagni. Oggi smarriti e increduli combattono l’innegabile tentazione di abbandonarsi alla disperazione provando a riempire il vuoto del tuo banco e a continuare a guardare avanti con fiducia. Grazie Riccardo per averci fatto dono della tua amicizia».

Al termine di questo momento la famiglia ha accompagnato la salma di Riccardo al cimitero, per le preghiere di rito prima della sepoltura. —

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