«Ercole hai segnato il cammino della nostra città»

Ieri in Sant’Anselmo le esequie del giornalista scomparso A stringersi ai familiari, il mondo dello sport e dei motori 

Linda Pigozzi

reggio emilia. «Ercole ha saputo vivere per comunicare. Era ricco di passione, di umanità e di attenzioni come tutti noi dovremmo essere».


La grande lezione di vita di Ercole Spallanzani – il giornalista ed ex ferroviere reggiano scomparso lunedì mattina a 79 anni dopo una lunga malattia – è risuonata nella chiesa cittadina di Sant’Anselmo dove ieri s’è celebrato il funerale.

A salutarlo per l’ultima volta c’erano tanti dei “ragazzi” che Ercole giornalisticamente ha cresciuto e che non ha mai smesso di seguire, di consigliare e di spronare anche dopo anni. C’erano tanti dei professionisti del mondo dello sport e dei motori con cui aveva stretto legami d’amicizia nel corso di una carriera giornalistica che non s’è mai realmente chiusa. Fino a che il fisico l’ha sostenuto e glielo ha permesso, Ercole ha presenziato a tutti gli eventi sportivi della città.

Ercole c’era. Sempre.

A margine delle manifestazioni, delle partite, delle serate e degli appuntamenti, era impossibile non vederlo, non sentirlo commentare con un’ironia spontanea e irresistibile.

E ieri, nel giorno delle sue esequie, il silenzio rispettoso e commosso che ne ha accompagnato il feretro era irreale, così lontano dall’esplosività che Ercole sapeva innescare.

Quel silenzio irreale ha avvolto tutti in un momento di vicinanza alla figlia Gaia, al figlio Ruggero, alla sorella e a tutti i parenti.

Non sono mancati dirigenti sportivi del passato e del presente reggiano a dirgli addio. Non è mancato l’ex allenatore biancorosso Max Menetti. Non è mancata una folta delegazione della Pallacanestro Reggiana: dall’ad Alessandro Dalla Salda ai dirigenti, a parte dello staff, alle colleghe e amiche di Gaia che del club cestistico cittadino è responsabile delle relazioni esterne. Non sono mancati i colleghi di Ruggero, sovrintendente in forza alla squadra mobile della questura di Reggio Emilia,

«La vostra presenza così numerosa oggi – ha rimarcato il parroco, don Giancarlo Simonazzi – è la miglior predica per Ercole. Qui c’è tutta la sua passione e tutto ciò che ha saputo costruire. Ercole amava l’uomo, amava tutte le persone che aveva accanto. Ci ha insegnato ad amare le persone, a capirle. Stiamo vivendo una pandemia e dobbiamo recuperare il senso della socialità. Se togliamo all’uomo questa dimensione, togliamo il suo Dna. Ercole lo sapeva bene che siamo fatti per comunicare ed Ercole ha saputo vivere per comunicare. Aveva una grande passione non solo per lo sport ma per la città. Ha segnato il cammino della città. Era ricco di passione, di umanità e di attenzioni e tutti noi dovremmo esserlo», ha concluso.

Toccante il ricordo di Giorgio Pegreffi, ex sindaco di Ligonchio, amico di Ercole ed ex collega al quotidiano Giornale di Reggio, vent’anni fa.

«La tua più grande qualità era farci sentire speciali – ha detto Pegreffi –. Un giorno ci ritroveremo tutti in un’altra redazione e ancora ci guiderai».

Ercole riposerà per sempre nel cimitero di Bagnolo accanto a Raffaella, l’amatissima moglie scomparsa nel 2004. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA