Contenuto riservato agli abbonati

A rischio il murale del partigiano reggiano. Zucchero non ci sta: «Resti al suo posto»

Per Autostrade l’opera è «pericolosa per gli automobilisti». Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia, e i pronipoti dei Manfredi: «Quell’opera non si tocca»

REGGIO EMILIA. Virginio Manfredi e i figli Alfeo, Gino, Aldino e Guglielmo. Ferdinando Miselli e i figli Remo e Ulderico. Tutti uccisi dai fascisti.

Sono questi i volti raffigurati nel murale di Casa Manfredi, a Villa Sesso, che secondo Autostrade per l’Italia sono «abusivi, pericolosi per la sicurezza degli automobilisti e illegittimi» perché, collocati in quel punto, possono essere causa di distrazione per gli automobilisti che viaggiano sulla vicina A1. Parole contenute in una diffida formale inviata dalla società in cui si chiede ai proprietari dell’opera – quindi il Comune, che possiede le mura – di rimuovere entro dieci giorni quel disegno. Pena l’intervento della Stradale e una multa che può arrivare anche a diverse migliaia di euro.

Zucchero Fornaciari


Ma alla diffida di Autostrade, che aveva già segnalato la presunta irregolarità dell’opera in una mail del 22 aprile, ha risposto un coro unanime di voci sdegnate per quello che è stato considerato da tutti un affronto verso i “partigiani reggiani”, per citare la canzone di Zucchero Fornaciari contenuta nel murale. Prima fra tutte quella di Simona Manfredi, pronipote dei Manfredi sterminati dai fascisti: «Nessuna polemica ma una considerazione sì. Questo murale ricorda l’eccidio della famiglia Manfredi a Villa Sesso nel dicembre 1944. Nessuno lo tocchi! Come può essere fonte di disturbo? O meglio chi può disturbare? La guida delle auto che percorrono l’autostrada? Mi sembra una scusa bella e buona e che dietro tutto ciò ci sia ben altro. Sono profondamente amareggiata e delusa».

Il cippo in memoria dei Manfredi


Sulla vicenda è poi intervenuto lo stesso Zucchero che, con un post su Facebook, ha scritto: «Spero che la vicenda si risolva nel miglior modo possibile, e ciò che il murale rimanga al suo posto. Questo lo dobbiamo alla memoria dei Martiri della Resistenza».

Secca anche la risposta del sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi: «Non cancelleremo il murale “Partigiano Reggiano” su Casa Manfredi. Ricorda un fatto gravissimo, un rastrellamento nazifascista in cui persero la vita 23 persone e Reggio Emilia, città Medaglia d’Oro della Resistenza, non è disponibile ad annullare la propria storia e la propria memoria». Com’è noto il dipinto, prosegue il sindaco, «valorizza la storia e l’esempio dei fratelli Manfredi, il sacrificio dei Miselli, la sofferenza indicibile patita da tante famiglie. Non contiene alcuna comunicazione commerciale, non è un’insegna, un cartello, un manifesto o un impianto pubblicitario».

Fra l’altro la distanza dalla carreggiata dell’A1, circa 50 metri, e la tipologia del murale «non riteniamo vogliano in alcun modo indurre a confusione gli automobilisti, rispetto alla segnaletica verticale presente a lato della strada. Siamo già in contatto con Autostrade e siamo certi che assieme risolveremo in breve tempo la vicenda, autorizzando quanto è stato fatto. Siamo disponibili a valutare l’eventuale piantumazione di una quinta arborea per renderlo meno visibile dall’autostrada. Come per altri monumenti, come quello sulla Cisa o all’uscita di Brescia sull’A4 si deve a nostro avviso, date queste premesse, procedere con l’autorizzazione».

Piuttosto deluse anche le parole di Matthias Durchfeld, co-direttore Istoreco: «La mail di Autostrade è del 22 aprile e abbiamo risposto nel giro di pochi giorni. Vogliamo solo ricordare che quella di Casa Manfredi è un’iniziativa dal basso, partita dagli abitanti e dalle famiglie delle persone uccise dai fascisti e poi presa in carico dal Comune. Confido nel chiarimento all’insegna del buon senso e del rispetto di tutte le esigenze. Mi viene solo da aggiungere che ogni cinque chilometri sull’autostrada si trovano cartelli promozionali anche piuttosto visibili».

A difesa del murale, e soprattutto della storia che rappresenta, anche diversi sindaci della provincia, il parlamentare reggiano del Pd, Andrea Rossi, il cantante reggiano Max Collini (che proprio a Casa Manfredi cantò la notte di Natale dell’anno scorso), il presidente dell’Anpi provinciale, Ermete Fiaccadori, e il presidente della Regione, Stefano Bonaccini: «Ho sentito l’Ad di Autostrade, Roberto Tomasi. Ha dato la piena disponibilità a trovare una soluzione relativa al mantenimento». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA