Reggio Emilia, tre nuovi piccoli nati nel nido dei falchi pellegrini del centro

I nuovi nati nel nido della coppia di falchi pellegrini in centro storico a Reggio Emilia (Foto di Marco Montanari)

Per il terzo anno consecutivo la cova è andata a buon fine nella cassetta installata sul traliccio della telefonia. «Serve una web cam come a Milano»

REGGIO EMILIA. Lietissime notizie dal nido sul traliccio di telefonia tra via Toschi e via San Filippo: sono nati i piccoli della coppia di falchi pellegrini che da qualche anno ha scelto il centro storico di Reggio Emilia come casa.

Nella cassetta nido installata grazie alla volontà dell’esperto ornitologo Marco Fontanesi e Ornis Italia, come già accaduto negli ultimi due anni, anche quest’anno la cova è andata a buon fine. Gli attenti osservatori di Giuseppe e Giuditta – così lo stesso Fontanesi ha ribattezzato i due esemplari adulti, in omaggio a Giuseppe Mazzini e Giuditta Bellerio Sidoli, figure di spicco del Risorgimento – già da giorni si erano accorti che la schiusa era andata a buon fine. Ora i nuovi nati si possono rimirare – con binocoli e teleobiettivi – da una distanza che, si può stare certi, non interferisce con la tranquillità dei rapaci.



I pulli ormai sono belli grandicelli, tanto che qualcuno sta già facendo le prime prove di volo, oltre ancora ad attendere con impaziente appetito l’arrivo di mamma e papà con i pasti (per lo più piccioni). Non manca molto a che i tre lascino il nido per andare a conquistare nuove zone. Nessuno di loro infatti rimarrà nel territorio dei genitori, ma ognuno punterà a trovare un partner e a conquistare altre aree libere da concorrenti.

La coppia dei falchi reggiani ha da tempo una pagina Facebook dedicata in cui gli appassionati possono condividere le osservazioni fatte e seguire notizie dedicate alla coppia, che conta quasi 200 iscritti. «La volontà è quella di riuscire a installare una webcam, così come fatto sul Pirellone a Milano, dove Giò&Giulia – la coppia che da anni ha scelto il capoluogo lombardo – vengono seguiti direttamente dal sito web della Regione» spiega Fontanesi. —

Elisa Pederzoli

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