"Terremoto in Emilia, ricostruzione finita al 90%"

La conferenza stampa della Regione sulla ricostruzione post sisma

Il presidente della Regione fa il bilancio della ricostruzione: "Orgogliosi di quanto fatto, continueremo a investire"

BOLOGNA. «Stiamo completando la ricostruzione del secondo terremoto più disastroso per danni della storia d’Italia, con quasi 14 miliardi di conto. È secondo solo a quello dell’Irpinia ed è stato definito un terremoto industriale, visto che colpì oltre 10.000 imprese e un distretto biomedicale tra i primi al mondo nel settore, che ha contribuito a garantirci il massimo export pro capite tra tutte le Regioni italiane».
Così il presidente della Regione Emilia-Romagna e commissario alla ricostruzione Stefano Bonaccini mercoledì mattina ha parlato in una conferenza stampa che ha fatto un bilancio, a nove anni dal sisma. Erano presenti anche il sottosegretario alla presidenza della giunta, Davide Baruffi, e il direttore dell’Agenzia regionale per la ricostruzione, Enrico Cocchi.

Oltre il 90% della ricostruzione è conclusa, secondo i dati diffusi dalla Regione. E i cantieri – seppur rallentati dall’emergenza sanitaria – non si sono mai fermati. Due mesi fa sono saliti a 45 i Comuni dove la ricostruzione è stata considerata pressoché terminata, con un nuovo restringimento del cratere, l’area che inizialmente ricomprendeva i 60 Comuni colpiti dal sisma. Ai 30 usciti nel 2017 se ne sono aggiunti quest’anno altrettanti e ora nel cratere ristretto rimangono solo 15 Comuni – reggiani, solo Reggiolo – dove si concentrano gli sforzi per terminare.

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La quasi totalità di cittadini e famiglie è rientrata nelle proprie case. Gli edifici ripristinati sono 8mila, per circa 16.500 abitazioni (prime e seconde case) rese di nuovo agibili, oltre a 5.700 piccole attività economiche – negozi, attività artigianali, esercizi – che si sommano a quasi 3.500 imprese (industria, agricoltura, commercio) ricostruite o riportate in sicurezza. Tutto questo attraverso 6,4 miliardi di euro di contributi concessi.

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In questi anni, sono stati 541 gli istituti scolastici sui quali si è intervenuto. I centri storici hanno beneficiato di un bando regionale per la loro rivitalizzazione che negli ultimi due anni ha visto gli stanziamenti della Regione passare da 35 a quasi 57 milioni di euro, con quattro finestre che hanno permesso di finanziare 863 progetti di riqualificazione o nuove aperture presentati da commercianti, artigiani, botteghe, imprese di servizi e professionisti, su 1.134 domande che troveranno risposta positiva, e quindi sostegno economico. Sono stati 457 gli interventi a edifici religiosi (comprese canoniche e altre strutture), con quasi 300 chiese riaperte sulle 437 inizialmente danneggiate e 71 dove i lavori sono già stati avviati.


Nel 2019, l’occupazione era tornata ai livelli precedenti, con 22mila posti di lavoro in più rispetto a quelli del 2011, per circa il 27% del valore aggiunto regionale, equivalente al 2,4% del Pil nazionale. Nel Documento strategico regionale 2021-27 approvato dalla giunta nei giorni scorsi, la Regione conferma l’impegno a mantenere un’attenzione particolare nell’area del sisma, con la scelta di rafforzare la capacità progettuale del sistema territoriale attraverso un utilizzo integrato delle risorse della ricostruzione, dei fondi europei e del Pnrr, il Recovery Plan.


«Il primo pensiero va a chi perse la vita e a tutti coloro che hanno sofferto per una tragedia che colpì così duramente la nostra terra – ha detto Bonaccini–. Abbiamo ricostruito bene e velocemente. Ora, uscire dalla pandemia vuol dire anche ripartire veloci con la parte pubblica, una leva essenziale per restituire pienamente bellezza, identità e servizi. Siamo orgogliosi del lavoro fatto, insieme ai sindaci e alle istituzioni locali, senza distinzioni politiche, soprattutto per aver messo l’area colpita nelle condizioni di poter agganciare la ripresa e svolgere un’opera preziosa di ricucitura sociale e territoriale. Queste comunità si sono subito rialzate e vogliamo continuare a investire».


Per la ricostruzione, dal 2012 a oggi sono stati concessi contributi per 6,4 miliardi di euro, di cui 5 già liquidati, erogati alle persone e alle imprese. Per le abitazioni 3,1 miliardi di euro, di cui liquidati oltre 2,6 miliardi. Sono 8mila gli interventi completati tramite la piattaforma Mude. Per la ricostruzione delle attività produttive stanziati 1,9 miliardi di euro, di cui 1,7 miliardi liquidati. Sono 2.840 gli interventi conclusi. Nel pubblico, 1.675 i progetti di recupero finanziati per un totale di 1,423 miliardi di euro: 589 cantieri conclusi e 642 cantieri in corso. —