Scuola, teatro e palestra poi per Rolo il sisma sarà alle spalle

L'ultimo cantiere in centro a Rolo smobilitato negli ultimi giorni

La burocrazia e le difficoltà dell’ufficio tecnico hanno rallentato i lavori nell’anno del Covid

ROLO. «Una cosa di cui tutti ci stiamo accorgendo è la differenza tra l’emergenza per il terremoto e quella che stiamo vivendo ora, per il Covid. Allora ci fu una grane risposta corale, un movimento comune che ha visto lavorare fianco a fianco Comune, parrocchia, associazioni, privati. Invece, con la pandemia, durante la quale non si possono organizzare momenti insieme, il rischio è l’isolamento».



Il sindaco di Rolo, Luca Nasi, fa il punto a nove anni dal sisma. E da un’emergenza all’altra: quella del terremoto e quella legata al coronavirus, che stiamo vivendo oggi. Due calamità differenti, che se hanno qualcosa in comune è quella di riguardare tutti i cittadini, la comunità intera.

Nove anni dopo il terremoto, Rolo guarda con soddisfazione al recupero – quello sì in tempi davvero celeri, tra il 2014 e il 2015 – della chiesa e della torre campanaria che, pericolanti dopo le scosse, tenevano in ostaggio il centro del paese. «E la ricostruzione privata è andata molto bene – conferma il primo cittadino –: su 20 milioni di euro di contributi, ne mancano solo tre da erogare. Restano sette pratiche in istruttoria Mude ancora aperte. Entro il 2023 verranno definitivamente chiuse».

Erano stati un centinaio gli sfollati rolesi a causa dei danni alle abitazioni in cui vivevano. Tutti trovarono una sistemazione alternativa, grazie al contributo di autonoma sistemazione elargito per 450mila euro.

«Solo il 10% delle abitazioni subì danni, i residenti rimediarono sugli appartamenti sfitti presenti. Siamo stai fortunati – ammette – a Rovereto di Modena, a pochi chilometri da qui, a causa dei danni subiti hanno perso un migliaio di residenti. Alcuni, per un periodo, si trasferirono qui da noi».

Ciò che resta aperto nella ricostruzione rolese riguarda gli edifici pubblici: come la palestra, il centro culturale teatro Spazio Aperto, la scuola elementare De Amicis. La prima paga la vicenda giudiziaria aperta con la ditta che si era aggiudicata i lavori (poi fallita).

La progettazione è dovuta ripartire da capo e si auspica di arrivare all’accantieramento entro il 2021. «Mentre è iniziato il cantiere al centro culturale – sottolinea il sindaco – che durerà per tutto il 2021 e dovrebbe finire per il 2022. Bisogna sottolineare le grosse difficoltà che sta vivendo il nostro ufficio tecnico. La figura del nuovo responsabile non è ancora stata individuata e, insieme al blocco dei concorsi, questa vicenda ha messo un freno alla ricostruzione pubblica. A fine giugno ci sarà il maxi concorso regionale. Inoltre, la stessa emergenza sanitaria ha provocato rallentamenti».

I fondi per il recupero del Teatro Spazio Aperto – che era stato dichiarato inagibile per i gravi danni – arrivano dagli sms solidali, dai fondi della Fondazione Cassa di Risparmio e il resto dalla Regione.

Sono attualmente in corso i lavori alla scuola elementare De Amicis, per circa due milioni di euro. Gli alunni dal 2012 frequentano le lezioni nella sede provvisoria. «I lavori dovrebbero concludersi entro la fine del 2021, ma non sarà possibile farci tornare le classi prima dell’anno scolastico 2022-2023», chiarisce Nasi.

Ciò che ha portato impulso positivo al post terremoto è stato il bando regionale per la valorizzazione dei centri storici, con contributi rivolti alle attività commerciali e ai locali. «Una grande opportunità – conferma il sindaco –. Il deserto e la piazza vuota che c’erano tra il 2012 e il 2013 non ci sono più». —

El.Pe.

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