Morto a 82 anni Sergio Rivi, cugino del beato Rolando

Castellarano. È morto ieri Sergio Rivi cugino del Beato Rolando Rivi Martire e Vicepresidente del Comitato Amici di Rolando Rivi. Sergio Rivi è stato un protagonista coraggioso e instancabile del cammino di fede che ha portato al riconoscimento del martirio e alla beatificazione del seminarista Rolando Rivi, il 5 ottobre 2013 nel Palazzetto dello Sport di Modena, gremito di oltre seimila persone.

Nato a Castellarano il 25 febbraio 1939, Sergio Rivi, nella sua infanzia, aveva conosciuto personalmente Rolando, di otto anni più grande, poiché le loro famiglie, contadini mezzadri, vivevano insieme, con la nonna Anna, nella grande casa del Poggiolo, non lontano dalla Pieve di San Valentino. Di quel periodo Sergio ricordava sempre i divertentissimi giochi che Rolando, cui era legato da profondo affetto, organizzava per gli amici, come, in inverno, le gare di discesa sulla neve, usando come slitta una scala a pioli o come sci le doghe di una vecchia botte: «Rolando scendeva con in dosso la veste talare e sembrava che volasse». Sergio è uno dei soci fondatori del Comitato Amici di Rolando Rivi, l’associazione nata nel 2004 per portare Rolando all’onore degli altari, e vicepresidente del Comitato dal 2010. È stato lui, nel giorno della beatificazione, a portare all’altare il prezioso reliquiario con una ciocca di capelli del Beato bagnata dal sangue del martirio. È stato lui, il 9 settembre 2014 in piazza San Pietro, a consegnare a Papa Francesco, a nome di tutti gli amici di Rolando, un altro prezioso reliquiario in occasione del pellegrinaggio di ringraziamento per l’avvenuta beatificazione. Gli amici che erano al suo fianco, mentre stringeva la mano di Papa Francesco, ricordano la sua commozione e il suo sorriso radioso, coronamento della dedizione e dell’attesa di tutta una vita. Informato della morte, monsignor Massimo Camisasca, vescovo di Reggio e Guastalla, ha detto che il lavoro di Sergio, insieme a quello del Comitato, è stato un »tesoro prezioso, non solo per la nostra Chiesa, ma anche per la Chiesa universale». —


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