Droga, i testimoni scagionano il 31enne «Era solo l’autista»

reggio emilia. Il mantovano 31enne Baldassarre Genovese – tutelato dall’avvocato Luigi Prete – nega da sempre di essere un pusher, dicendo di aver semplicemente fatto l’autista, accompagnando il 9 marzo scorso in auto altre due persone (il fratello e un amico) all’incontro per trattare l’acquisto di droga con il 32enne Valentin Lungu perché non hanno la patente.

Quest’ultimo ha già patteggiato un anno e mezzo di reclusione (ma con pena sospesa) e non è più sottoposto alla misura restrittiva degli arresti domiciliari. Ieri mattina Lungu – sentito come testimone – ha confermato la versione di Genovese, cioè che la trattativa per lo stupefacente non la doveva fare con Baldassarre, ma nel momento in cui su di loro sono piombati i carabinieri ha preso paura ed istintivamente ha rifilato la “polvere bianca” in mano proprio a Baldassarre. E anche altri testimoni sentiti in aula hanno confermato il ruolo di semplice autista per l’imputato. Nella prossima udienza il giudice Sarah Iusto emetterà la sentenza.


Tutto era partito da un normale controllo del territorio. Una pattuglia dei carabinieri fermava e controllava due uomini che si trovavano a bordo di un’auto parcheggiata in via Leoncavallo, vicino al Parco Querce Rosse, un’area verde situata nei pressi del Crostolo e di via Emilia Santo Stefano. Addosso al 32enne i militari rinvenivano un involucro contenente tre grammi di cocaina e 195 euro in contanti, mentre l’italiano aveva un involucro con oltre 10 grammi di cocaina e circa 2mila euro in contanti. La perquisizione è stata estesa all’auto, parcheggiata sotto l’abitazione di Lungu: nel vano portaoggetti della portiera anteriore sinistra sono saltati fuori quattro grammi di cocaina, sotto i portacenere dei sedili posteriori una trentina di grammi, sempre di cocaina. In un mobile della camera da letto dell’abitazione di Lungu c’era un rotolo di denaro (3.100 euro). Sono risultati disoccupati ma di fatto, secondo i carabinieri, erano veri e propri imprenditori dello spaccio, “specializzati” nel ramo della cocaina destinata alla piazza reggiana e, probabilmente, a quella mantovana. —

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