Manifattura riese: «Stop ai licenziamenti, ora un tavolo al Mise»

Ieri vertice infuocato tra Regione, sindacati e Comuni: «Del tutto inaccettabile l’assenza della proprietà»

RIO SALICETO. È stato un vertice infuocato quello di ieri al tavolo regionale, al quale hanno preso parte una delegazione degli 82 lavoratori della Manifattura Riese, nota per il marchio Navigare, riunita alla sede della Cgil con i sindacalisti Sergio Greco e Valerio Spinelli; la Cisl con Roberto Giardiello; la vicesindaca Stefania Gasparini; il sindaco di Rio Saliceto Lucio Malavasi; il liquidatore Maurizio Corvaja; il consulente Luca Scalabrini e l’avvocato Filippo Rasile per la proprietà, assente.

Dopo la nota, pubblicata ieri dalla Gazzetta, con cui la società rivendicava la correttezza del suo comportamento, il sindacalista Greco di Filcams ha rimarcato come «gli scioperi siano riusciti nei negozi di tutta Italia (la metà degli addetti è impiegata nel commercio, ndr). Se l’azienda replica in questo tono sa di aver sbagliato: i datori di lavoro hanno firmato il patto con le istituzioni e ha comunicato il licenziamento dei dipendenti fra il primo e il secondo tavolo».


Più pacato, ma non meno incisivo l’intervento di Spinelli, Filctem: «L’apertura dei licenziamenti non ci consente di agire sugli ammortizzatori sociali. In questa decisione c’è il mancato riconoscimento delle persone che hanno dato l’anima per l’azienda». I funzionari della Regione, al tavolo hanno lanciato un monito: «Ci vuole sale in zucca. I lavoratori hanno più valore del brand e qui siamo di fronte a un’operazione speculativa per liberare il marchio».

«È inaccettabile che la proprietà non si sia presentata al tavolo di confronto – rimarca l’assessore regionale Vincenzo Colla – Per questo chiederemo immediatamente la convocazione di un tavolo nazionale da parte del Ministero dello Sviluppo economico, vista la distribuzione dei dipendenti in varie sedi del Paese e per mettere in campo tutti gli strumenti a disposizione che tutelino la produzione e un marchio storico per noi inscindibili con la professionalità dei dipendenti. Intanto chiedo alla proprietà di sospendere la procedura di licenziamento collettivo ».

Sempre nell’abbigliamento, un’altra azienda in crisi, Metaphor, ha presentato invece il concordato con riserva. —



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