La salma dell’operaio investito rientra in patria per il funerale

A Coviolo oggi il rito islamico della purificazione del corpo. Contro l’indagato Ferrante il ricorso del pm. La famiglia nomina un consulente

CAMPEGINE. Si è sbloccata, a distanza di 94 giorni dalla morte, la procedura per il rimpatrio in Bangladesh della salma di Uddin Abbas, il 45enne morto la sera del 13 febbraio scorso a seguito dei traumi subiti, dopo essere stato travolto da un’auto, mentre in bici percorreva via Marconi.

Quest’oggi per Abbas si svolgerà il rito islamico del lavaggio e preparazione al funerale vero e proprio, che avverrà in patria. Il tutto sarà svolto, per motivi legati anche alle regole sanitarie dovute alla pandemia, alla presenza di 3 fedeli musulmani, al cimitero nuovo di Coviolo (Reggio Emilia), dove la salma è rimasta per queste lunghe settimane, in seguito all’autopsia.


Visti i tempi strettissimi, non sarà possibile portare la salma in una moschea reggiana per un primo rito con preghiera. La bara verrà invece traslata all’aeroporto di Malpensa. Domani mattina è programmato l’imbarco su un volo per Dacca, la capitale del Bangladesh. L’arrivo è previsto per venerdì mattina. Ad accogliere la salma saranno la moglie e il cognato Maruf Hossain, che si occuperanno del funerale in patria.

A copertura delle spese per la cerimonia funebre sarà utilizzata una parte dei fondi raccolti dalla cooperativa L’Ovile, per la quale Abbas lavorava e dove aveva trovato ospitalità e amici. La restante parte, fanno sapere dalla cooperativa, verrà inviata, sotto forma di rendita periodica, alla moglie e ai tre figli che nel loro paese vivevano del solo sostentamento portato dal capofamiglia con il suo lavoro in Italia.

Continuano invece le indagini. Su Nicola Ferrante, cameriere di 34 anni, indagato per omicidio stradale e omissione di soccorso, rintracciato dopo giorni e arrestato e poi rilasciato, pende l’incognita dell’impugnazione, da parte del pm Maria Rita Pantani, dell’ordinanza del gup Andrea Rat, che ha tramutato il provvedimento di arresti domiciliari con l’obbligo di firma. Un consulente tecnico di parte è stato, inoltre, incaricato dalla famiglia della vittima, rappresentata dall’avvocato Domenico Intagliata, per la ricostruzione della dinamica dell’incidente. —


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