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Il cardiochirurgo Nicola Leone nell’équipe all’opera in diretta mondiale

È un medico in formazione specialistica ma fa già parte  in modo stabile del gruppo. «Ho imparato molto da tutti»

QUATTRO CASTELLA. C’è anche un giovane cardiochirurgo di Quattro Castella, Nicola Leone, nell’équipe che nei giorni scorsi all’ospedale modenese di Baggiovara – in diretta “webinair” col Giappone e alcuni Paesi europei – ha messo in atto una innovativa operazione vascolare. In sala operatoria c’erano il professor Roberto Silingardi e la sua équipe, che hanno effettuato un intervento, durato tre ore, per l’impianto di una endoprotesi innovativa di produzione nipponica. Proprio i colleghi giapponesi, tra la quarantina di “spettatori”, sono stati tra i più partecipi all’intervento, prendendo parte anche alla successiva discussione sulle problematiche tecniche della metodica. «Gli aneurismi dell’arco aortico sono patologie estremamente complesse – spiega il direttore Silingardi di Unimore – in primo luogo perché sono localizzati nel torace e, inoltre, da tale zona nascono le arterie che vascolarizzano il cervello e gli arti superiori. Fino a pochi anni fa erano riparabili solo con il trattamento chirurgico tradizionale, che prevede l’apertura del torace e di conseguenza è parecchio invasivo; inoltre, l’intervento tradizionale è gravato da un alto tasso di complicanze, in particolare in pazienti anziani affetti da altre malattie». Per questi motivi, l’approccio mininvasivo è il più indicato e lo sviluppo delle tecniche endovascolari decisivo. «Nel caso specifico, il paziente non era operabile con intervento tradizionale – specificano i chirurghi Giuseppe Saitta e Stefano Gennai – perciò è stato scelto un intervento con l’impianto per via femorale di una nuova endoprotesi dotata di finestre per fornire sangue a cervello e arti superiori».

Oltre al professor Silingardi hanno partecipato all’intervento i dottori Giuseppe Saitta, Stefano Gennai, Nicola Leone, Tea Covic (medici in formazione specialistica), Maria Antonietta Fanigliulo (anestesista) e gli infermieri Loredana Moscuzza, Silvia Bianchi e Manuela Venturelli. Nicola Leone, 31 anni, ex sbandieratore dell’associazione castellese Maestà della Battaglia, è un componente stabile dell’équipe del prof Silingardi. «Ho lavorato tanto – assicura –. L’équipe è composta dal primario, da decina di medici più altri sette medici in forazione. Ci occupiamo soprattutto dell’arco aortico e dell’aorta toracica, ma anche di chirurgia tradizionale: di volta in volta decidiamo cosa è meglio per il paziente. Nei casi come questo la protesi utilizzata è “sartoriale”, in quanto viene costruita sulla base delle immagini angio-Tac che inviamo in Giappone. Lì costruiscono il modello 3D che si adatta meglio al paziente. È una procedura molto elaborata, fatta di diversi step. Sono molto contento di fare parte dell’équipe, perché è un bel gruppo. Ho imparato molto da tutti. Il prof Silingardi ci ha sempre stimolati a dare il meglio, concedendoci anche spazio. Per uno specializzando chirurgico, non è scontato».—



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