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Dieci indagati per il crac della Reggiana. Al setaccio conti e bilanci dal 2010 al 2018

Sigilli alla sede di via Mogadiscio

Reggio Emilia,l’ipotesi di reato è bancarotta fraudolenta: si valuta la posizione di alcuni dirigenti granata e sindaci revisori

REGGIO EMILIA. Nei giorni in cui il popolo granata è nello sconforto più totale per la retrocessione in serie C, si apprende anche di un’inchiesta che sta facendo luce sul fallimento della Ac Reggiana 1919, decretato dal giudice Niccolò Stanzani Maserati del tribunale di Reggio nel dicembre 2018, dopo che i coniugi Mike e Alicia Piazza a luglio di quell’anno avevano messo in liquidazione la società. Da quanto filtra, il pool di magistrati che si sta occupando del crac (i pm Giacomo Forte, Giulia Stignani e Iacopo Berardi) sta indagando per bancarotta fraudolenta e sarebbero una decina le persone iscritte nel registro degli indagati, fra dirigenti e sindaci revisori succedutisi negli anni nella gestione della società granata.Gli inquirenti hanno posto sotto i riflettori la gestione economica di diversi periodi, dall’era Piazza fino a quella di Alessandro Barilli, dunque tra il 2010 e il 2018.

Mike Piazza


I tre magistrati stanno coordinando da tempo le indagini della Finanza e sarebbero emerse delle anomalie nelle scritture contabili, da qui gli ulteriori approfondimenti, specie sui bilanci.A quanto risulta alla Gazzetta di Reggio, le Fiamme gialle si erano già recate nella sede di via Mogadiscio a inizio 2018, quando nulla faceva presagire l’epilogo drammatico della Reggiana dei Piazza. Ad agosto 2018 i sindaci revisori avevano presentato alla procura una relazione piuttosto circostanziata sui conti della società. Una relazione che era il frutto di qualche dubbio da parte dei professionisti chiamati ad avallare i bilanci, con gli approfondimenti sulle manovre economiche effettuate in casa granata che pian piano si sarebbero allargati pure alle gestioni precedenti.

Il giudice Niccolò Stanzani Maserati che ha decretato il fallimento


I conti della società sono stati passati al setaccio anche dalla curatrice Maria Domenica Costetti.Il vecchio club granata (quello attuale è nato ex novo dalla Reggio Audace) è fallito per oltre 5,5 milioni di euro, divisi quasi equamente tra crediti privilegiati e chirografari (un rosso molto inferiore rispetto a quello del precedente fallimento del 2006, dove il buco era di ben 30 milioni di euro). I dipendenti della Ac Reggiana 1919 hanno quasi tutti ottenuto ristoro, anche grazie alle somme raccolte dalla curatrice con la vendita del marchio ed altre azioni di recupero crediti.Le indagini sul fallimento della Ac Reggiana 1919 rappresentano un’occasione per fare luce su quello che è accaduto nel 2018.

Gli ultimi mesi della gestione Piazza furono caratterizzati da continui scambi di accuse tra amministratori ed ex amministratori. Ci sono state querele per diffamazione, che attendono di essere discusse nei tribunali.Ora c’è anche questa inchiesta, che potrebbe portare a qualche punto fermo.Ci sono creditori che hanno perso molti soldi. E ci sono tifosi che hanno sofferto per l’epilogo della gestione Piazza e il fallimento della società.