Coprifuoco violato e folla di clienti. Tre locali chiusi in centro storico

Massicci controlli nel weekend a Reggio Emilia per evitare assembramenti. Nel mirino le piazze della movida, ma anche la stazione ferroviaria e il casello autostradale

REGGIO EMILIA. Identificate 104 persone sospette, tra le quali 63 stranieri (quattro sono stati accompagnati in questura per la notifica di atti amministrativi), controllati 8 esercizi commerciali (tre quelli chiusi per irregolarità evidenti), 164 le persone fermate dalla polizia stradale al casello di Reggio Emilia per verificare i motivi che hanno spinto i residenti fuori provincia o fuori regione a raggiungere la nostra città, così come ha fatto la polizia ferroviaria per 24 viaggiatori provenienti soprattutto dall’estero.

Questo il bilancio dei massicci controlli interforze, coordinati dal questore di Reggio Emilia, Giuseppe Ferrari, su disposizione del prefetto, Iolanda Rolli, con l’obiettivo di filtrare gli ingressi in città e di vigilare sulle presenze in centro storico, per evitare che il fine settimana di ritrovata libertà si trasformasse in un “liberi tutti”. Un rischio concreto visto che, complici le temperature miti, l’esagono ha registrato il tutto esaurito: un’impresa trovare parcheggio, distese gremite con i gestori dei locali costretti da giorni a respingere le prenotazioni per venerdì e sabato sera, gruppi di giovani in inconsapevole assembramento. Già nei precedenti due weekend di allentamento delle misure anti Covid, i residenti del centro storico avevano segnalato il mancato rispetto del coprifuoco: rispettato dai locali, ma considerato un optional dai giovanissimi che hanno continuato ad aggirarsi per le viuzze dell’esagono fino a notte inoltrata.


Da qui la decisione di presidiare e “battere” le piazze principali della movida: piazza Prampolini, piazza Martiri del 7 Luglio, piazza Fontanesi, piazza Gioberti e piazza Del Monte, nonché piazza del Popolo con i giardini pubblici e il quadrilatero di via Secchi e via Filippo Re.

A vigilare sulle possibili intemperanze dei reggiani sono stati schierati polizia di Stato (comprese le specialità di Polstrada e Polfer), polizia municipale e Guardia di Finanza: i finanzieri e gli agenti della Municipale si sono occupati dei locali, mentre i poliziotti hanno avuto il compito di prevenire episodi di microcriminalità facilitati dalla folla come piccoli furti, risse o truffe.

Per quanto riguarda gli esercizi commerciali ben tre locali sono stati chiusi per cinque giorni e multati per 400 euro: alcuni clienti sono stati trovati seduti nelle distese oltre le 22 (la pizzeria Doppio Zero in corso Garibaldi e la Bottiglieria di via Palazzolo, laterale di via Guido da Castello, in entrambi i casi la multa salata ha colpito sia il titolare sia gli avventori dimentichi dell’orario), mentre il bar Armony di viale IV Novembre, in zona stazione storica, non ha esposto al pubblico i cartelli sul distanziamento. Come prevedono le normative di prevenzione del Covid, per i locali trasgressori è stata disposta l’immediata sospensione temporanea della licenza.

Non sono sfuggiti all’attenzione coloro che sono arrivati in città in auto o in treno, pur non essendoci necessità di autodichiarazione.

La polizia stradale, che ha presidiato il casello di Reggio, ha interrogato 164 persone sul motivo del loro viaggio, mentre i colleghi della polizia ferroviaria hanno rivolto una particolare attenzione ai convogli provenienti ad esempio da Ventimiglia. —

Am.P.

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